L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 12 aprile 2020

Siamo un paese in balia degli stranieri - Senza Sovranità territoriale, l'abbiamo ceduta agli statunitensi 70 anni fa. Senza Sovranità Monetaria l'abbiamo data ad Euroimbecilandia e siamo costretti a usare l'Euro, una moneta straniera. Senza prestigio internazionale, l'abbiamo perso nel 2011 quando abbiamo bombardato umanamente il popolo amico libico. Senza Sovranità Politica l'abbiamo ceduta accettando il Progetto Criminale dell'Euro. Siamo costretti a remare contro corrente e a ricostruire una classe dirigente degna di questo nome. Abbiamo cominciato con il creare un pensiero alternativo, un Progetto Alternativo

PERCHÉ L’ITALIA È MESSA PEGGIO CHE NEL DOPOGUERRA
Pubblicato 11/04/2020
DI ALBERTO NEGRI

Inutile lambiccarsi: nel 2011 l’Italia ha subito a opera di Francia, Gb e Usa la maggiore sconfitta dalla seconda guerra mondiale. Ha addirittura bombardato il suo maggiore alleato che aveva ricevuto a Roma sei mesi prima. Un tradimento chiaro a tutti, da Nord a Sud. Poi ci sono state ondate di profughi e dozzine di miliardi perduti. Mai l’Italia è stata in grado di reagire agli eventi, al punto che oggi a Tripoli comanda Erdogan. Sbeffeggiati da chiunque, Al Sisi compreso. La nostra capacità negoziale, aggravata dal terzo debito pubblico mondiale, è peggiore che dopo la seconda guerra mondiale quando eravamo un tassello importante del confronto Est-Ovest. Come si può pensare di ottenere gli eurobond ? Il nostro è un Paese screditato. Auguri “Giuseppi”, ultimo arrivato con il cerino in mano.

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