L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 19 aprile 2020

Togati malati - un'altro ancora 'ndranghetista fuori dalle carceri

Scarcerato presunto boss della ‘ndrangheta per rischio coronavirus, passa ai domiciliari


È a rischio di infezione da coronavirus il presunto reggente della ‘ndrina dei Pardea-Camillò, attiva nella città di Vibo Valentia. A seguito dell’istanza avanzata dei suoi legali, Francesco Sabatino e Walter Franzè, il gip di Catanzaro ha così accolto la richiesta e disposto la scarcerazione di Domenico Camillò, 79enne, che è passato dunque ai domiciliari.

L’uomo, detenuto a Caltanissetta, è stato arrestato il 19 dicembre nell’operazione “Rinascita-Scott”. Per il collaboratore Bartolomeo Arena, Camillò sarebbe il massimo esponente della ‘ndrangheta a Vibo Valentia vantando rapporti con i Bellocco e con il capo-crimine Mico Oppedisano di Rosarno, ed essendo tra i promotori della nuova Locale costituita nel capoluogo napitino nel 2012.

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