L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 1 maggio 2020

1 maggio 2020 - IL CONCENTRAMENTO DEL DISCORSO PUBBLICO NELLE MANI DEI PADRONI DEL PENSI...



L'intervento di Claudio Messora nella piazza virtuale del primo maggio, organizzata da Gianluigi Paragone. Tema: l'involuzione delle libertà che la rete ha consegnato ai cittadini, dando così concreta attuazione al senso dell'articolo 21 della Costituzione, dopo le aggressioni progressive dei gruppi di interesse organizzati e del sistema di Potere. Ripercorriamo in pochi minuti la storia di come, dalla rete libera dei primi anni del 2000, passando per l'elezione di Trump, per l'affossamento del Referendum Costituzionale di Renzi e per la Brexit, siamo arrivati alle delibere AgCom che chiedono ai social network di oscurare e denunciare chi intervista personaggi "non autorizzati" e alle Task Force di Governo contro le Fake News. Hanno tutto, decidono tutto, sono i padroni della conversazione pubblica, concentrando in una unica élite organizzata la proprietà di giornali e televisioni e quindi potendo decidere ogni giorno cosa il popolo debba pensare. 

Ma non gli basta: il loro obiettivo è controllare l'unico mezzo di comunicazione che ancora parzialmente gli sfugge: internet. 

Glielo concederemo?

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