L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 22 maggio 2020

21 maggio 2020 - La nuova censura è la fine dello Stato di diritto





- Intro di Margherita Furlan: Un vero e proprio attacco coordinato e sistematico contro il pluralismo delle idee, contro gli interessi dei popoli, è già in atto. Ed è costituito dal tentativo di estendere una vasta area di censura contro tutte le voci alternative o anche dissenzienti, contro tutti gli strumenti di comunicazione. 
 - Chi vince la guerra delle telecomunicazioni si prende il mondo 
- Israele - Iran: la guerra asimmetrica si estende 
- Mosca pronta a fornire armi d’avanguardia a Teheran 
- Palestina recede da accordi con USA e Israele 
- Palestina delusa dalle monarchie del Golfo 
- Bonafede (e il governo?) nelle mani di Renzi

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