L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 15 maggio 2020

E' guerra vera è guerra totale, niente illusioni - Australia, Canada, Nuova Zelanda, Gran Bretagna , Stati Uniti e Germania stano facendo le prove e intanto danno zampate alla Cina che ribatte colpo su colpo e rilancia. Riduzione di carne bovina dall'Australia

Guerra commerciale, la situazione peggiora: il conflitto potrebbe estendersi

15 Maggio 2020 - 07:31 

La guerra commerciale torna a spaventare. Cosa sta succedendo e perché le cose potrebbero peggiorare globalmente?


La guerra commerciale è tornata a spaventare.

Il conflitto (mai del tutto sopito) fra gli Stati Uniti e la Cina era stato messo da parte con l’esplosione del coronavirus, ma proprio le accuse sull’origine della pandemia e sulla malagestione dell’emergenza hanno riportato la questione al centro del dibattito globale.

L’escalation della tensione è stata tangibile e molti hanno teorizzato l’imminente scoppio di una guerra commerciale ancor più imponente rispetto a quella messa in pausa con l’arrivo del nuovo anno.

Guerra commerciale: cosa sta succedendo?

Sin da subito, nel momento in cui il coronavirus è arrivato a lambire i confini statunitensi, il presidente Trump ha puntato il dito contro la Cina accusandola di aver causato erroneamente la diffusione della pandemia globale.

A poco o nulla sono serviti i passi in avanti di qualche giorno fa, quando i negoziatori di entrambe le parti hanno confermato il loro impegno all’esecuzione dell’accordo sulla Fase 1 trovato all’inizio dell’anno per porre fine alla guerra commerciale.

Le tensioni sono continuate con l’arrivo della nuova settimana. Trump ha confermato la sua intenzione di non voler più parlare con Xi Jinping e ha minacciato di rompere con la Cina a causa del “peggior attacco che l’America abbia mai subito”.

“Che cosa succederebbe se interrompessimo completamente le relazioni? Risparmieremmo 500 miliardi,”

ha dichiarato l’inquilino della Casa Bianca durante un’intervista a FoxNews.

Le parole di Trump hanno inevitabilmente riportato la guerra commerciale USA-Cina al centro del dibattito.

Le cose peggioreranno?

Secondo David Sokulsky, CEO e chief investment officer di Concentrated Leaders Fund, l’allentamento dei lockdown e i tentativi di recupero delle economie mondiali potrebbero essere messi con le spalle al muro da una nuova ondata di tensioni politiche. Queste ultime, dal canto loro, potrebbero aprire le porte a una guerra commerciale molto più profonda di quella sperimentata fino alla fine del 2019.

“È un rischio imponente che non è stato ancora prezzato al momento. Una volta passato il picco delle infezioni, i politici vorranno iniziare a incolpare qualcuno e l’obiettivo più ovvio è la Cina”.

Secondo le previsioni dell’esperto, dunque, non saranno soltanto gli Stati Uniti a scagliarsi contro Pechino.

D’altronde, diversi Paesi hanno già mosso i primi passi in questa direzione. La Germania ha chiesto maggiore chiarezza, mentre l’Australia ha domandato l’avvio di un’indagine internazionale per scovare la vera origine del virus.

E proprio l’Australia, il Canada, la Nuova Zelanda, il Regno Unito e gli USA, appartenenti all’alleanza di intelligence Five Eyes, hanno accusato la Cina di aver mentito sulla trasmissione umana del COVID-19 e di non aver fornito adeguate informazioni in merito.

A salire sono state soprattutto le tensioni fra Canberra e Pechino. L’ambasciata cinese ha parlato di calunnie maligne e falsi accusatori politici, mentre dalla capitale sono già stati minacciati dazi dell’80% sull’orzo australiano e sono state sospese alcune importazioni di carne bovina.

Per il citato Sokulsky la situazione potrebbe peggiorare tanto da coinvolgere molti più Paesi.

“Potremmo osservare di nuovo la guerra commerciale che abbiamo già avuto, ma potenzialmente su una scala decisamente peggiore rispetto a quella dello scorso anno.”

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