L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 30 maggio 2020

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 Bce, economisti tedeschi contro Karlsruhe: "Minaccia indipendenza Bundesbank"

Bce, economisti tedeschi contro Karlsruhe: "Minaccia indipendenza Bundesbank"
"Secondo la Corte, molto di ciò che ha fatto la Bundesbank in passato non sarebbe compatibile con la Costituzione"


Economia · 29 maggio 2020 - 17.25


(Teleborsa) - La sentenza della Corte Costituzionale tedesca sull'intervento della Bce nell'acquisto dei titoli di Stato del programma Pspp potrebbe minacciare anche l'indipendenza della Bundesbank.

È la critica che un gruppo di economisti tra i più noti in Germania hanno affidato a una lettera pubblicata dalla Frankfuerter Allgemeine Zeitung, evidenziando gli "esiti di politica monetaria della sentenza di Karlsruhe, non solo in Europa ma anche in Germania".

"La Corte si discosta dalla tradizione tedesca secondo la quale la politica monetaria è condotta da una banca centrale indipendente impegnata unicamente a perseguire l'obiettivo della stabilità dei prezzi. Molto di ciò che la Bundesbank ha fatto in passato non sarebbe compatibile con la Costituzione secondo la logica della Corte" si legge nell'articolo.

In secondo luogo l'esito della sentenza non ha solo l'effetto di danneggiare l'indipendenza della Bce ma anche della Bundesbank."Abbiamo bisogno dell'indipendenza della banca centrale affinché la politica monetaria non diventi un giocattolo della politica" e "per lo stesso motivo, abbiamo anche bisogno dell'esclusività del mandato di stabilità dei prezzi", hanno detto gli economisti


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