L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 25 maggio 2020

E’ importante sapere da dove veniamo, perché se non sai da dove vieni, allora non sai dove sei, e se non sai dove sei, allora non sai dove stai andando. E se non sai dove stai andando, probabilmente ti sbagli



Per la prima volta, ho potuto salire in cima al Campanile di Giotto.

In condizioni moderne, il Campanile del Giotto è una furbata che alcuni astuti fiorentini – escludendone i fiorentini stessi – adoperano per spillare soldi a cinesi, americani, crucchi e (altri) italici, che si spompano salendo i 414 gradini, arrivano in cima per farsi un selfie e poi scendono giù per andare a mangiare da Firenze senza glutine Lorenzo de Medici.

Oggi, davanti al Campanile, trovo uno spiazzo straordinariamente libero, e riesco a soffermarmi sulle formelle di Andrea Pisano e della sua bottega.

Non ci ero mai riuscito prima, perché quando devi camminare in mezzo a migliaia e migliaia di persone, vedi le persone da schivare, mica ciò che c’è attorno.

Le formelle sono piccole, non ci si fa quasi caso; ma tutto il Campanile ruotava attorno alla storia che veniva raccontata sulle sue formelle.

E se non si colgono quelle storie, e non ci si riflette, che senso ha salire sul campanile?

Io vorrei moltissimo capire cosa avesse in testa Andrea Pisano, ma sospetto che mentre lui disponeva l’universo, avrebbe solo saputo spiegare come usava le mani. Adoperando lo stesso marmo di Carrara e dintorni con cui oggi i miliardari si fanno i bagni.

Eppure sarebbe importante capire cosa pensasse Andrea Pisano, perché è ciò che distingue il Campanile di Giotto da un ristorante, molto più elevato, in cui cenai una volta a Singapore (“wow, what a view!”)

La differenza sta nella storia.

Le ultime parole dell’ultimo libro di Terry Pratchett furono dedicate a un contadino:

““Dedico questo libro a Mr Evans, un uomo meraviglioso che ha aiutato molti di noi a imparare qualcosa sulla profondità di storia su cui galleggiamo. E’ importante sapere da dove veniamo, perché se non sai da dove vieni, allora non sai dove sei, e se non sai dove sei, allora non sai dove stai andando. E se non sai dove stai andando, probabilmente ti sbagli.”.

La storia su cui galleggiamo è quella della Cristianità, e la mia proposta è di considerarla come una storia di storie.

Per capire meglio il concetto, invito a dare un occhiata a quanto scrissi, tempo fa, sulla Madonna Madre di Tutte le Storie.

Credo che la Cristianità non sia stata una storia di valori, né una storia di idee, né una storia di dogmi, né una storia dell’Occidente.

Fu una storia di storie, un fiume alimentato dalla vita di Gesù, dai personaggi dell’Antico Testamento, da qualche racconto greco e latino, come le Fabulae di Gaio Giulio Igino, preservati in una scrittura beneventana, in un monastero bavarese, e riscoperti infilati dentro la rilegatura di un libro, che iniziano con queste meravigliose parole:

“Da Nebbia, Caos; da Caos, Caligine: Notte, Giorno, Inferi, Etere.

Da Notte e Inferi: Fato, Vecchiaia, Dissoluzione, Continenza, Sonno, Sogni e Amore”.

Soffermatevi su ogni singola parola, prima di andare avanti.

Questa è storia. Il resto è cronaca.

Infatti, Giotto e Andrea Pisano stavano ben attenti a non mitizzare la cronaca: non credo che troverete sul Campanile maledizioni contro i ghibellini, o lagne contro i pisani (invece Dante ha fatto cose straordinarie con la cronaca, ma era Dante).

La Cristianità non è la stessa cosa dell’organizzazione che ha attualmente sede in Piazza San Pietro, Roma.

Certo, in quell’immenso flusso che fu la Cristianità medievale, c’erano dei tizi ossessionati con le regole, e altri ossessionati con le spiegazioni, e altri che facevano cose terribili per farsi ubbidire, ma erano quattro gatti in un mondo in cui per fortuna gli intellettuali erano pochi.

Se domani saremo ancora vivi, vorrei aggiungere qualche commento su alcune singole formelle di Andrea Pisano.

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