L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 25 maggio 2020

Il covid-19 ha sdoganato il Trattamento Sanitario obbligatorio per tutti quelli che pensano con la propria testa, di dire ciò che si pensa, pensare in maniera diversa da quello imposto dal pensiero dominante (televisioni)

IL PARROCO BRESCIANO SOTTOPOSTO A TSO
Maurizio Blondet 25 Maggio 2020 

Titolo originale:
Così don Gianluca è stato prelevato e portato via. Per il reato di “diverso pensiero”

A Castelletto di Leno (millecinquecento abitanti, provincia di Brescia) c’era una volta un parroco. Questo parroco si chiamava don Gianluca Loda e aveva una strana abitudine. Anzi, tre. La prima era quella di pensare con la sua testa, la seconda era quella di dire ciò che pensava, la terza quella di pensare cose piuttosto diverse da quelle imposte dal pensiero dominante.


Per esempio, nell’aprile del 2017 don Gianluca disse che in Europa è in atto un’invasione islamica pianificata, studiata e calcolata a livello mondiale, denunciò la profanazione di un presepio nella sua frazione, invitò a riflettere sulla crisi demografica, disse che i nostri governanti, a Roma come a Bruxelles, si allontanano sempre di più dalla vita concreta delle persone e si preoccupano solo della grande finanza, li invitò a riflettere sulla Brexit, denunciò l’arrendevolezza di fronte alla Turchia di Erdogan e, in polemica con il politicamente corretto che impone di fare l’elogio del dialogo, aggiunse: “Si dice che il confronto con altre culture e civiltà arricchisce; ed è vero. Però, mi permettete, non vorrei far cambio con la cultura e con la civiltà di nessun altro; mi sento contento della mia. Oggi lo posso dire ancora liberamente. Ma fino a quando?”.

Già. Fino a quando?

Le cronache ci dicono che don Gianluca di recente è stato prelevato dalle forze dell’ordine e portato in ospedale “per accertamenti”.

2 commenti:

  1. Leno: a Castelletto il parroco non risponde, paura per la salute di don don Gianluca Loda

    e sue recenti uscite non sempre “canoniche” non erano piaciute troppo né ai fedeli né alla diocesi: l'ultima, solo pochi giorni fa, quando in barba ad ogni norma per il contenimento del contagio da Coronavirus aveva organizzato una cena in piazza, insieme agli operai di Treviso che avevano sistemato la facciata della chiesa, senza mascherine e alla faccia del distanziamento. Per questo erano stati tutti multati, parroco compreso.

    Ma ci sarebbe un motivo: “I comportamenti di don Gianluca Loda sono frutto di un disagio personale”. Lo scrive la Diocesi in una breve nota, anticipando così il suo trasferimento (temporaneo, chissà) in attesa di tempi migliori: nel frattempo verrà sostituito da don Arturo Balduzzi, già parroco di Gottolengo.

    Nessuna risposta per ore, lanciato l'allarme
    Solo poche ore fa un altro episodio ha fatto preoccupare i fedeli. Per tutta mattina don Loda, parroco di Castelletto di Leno, non solo non ha risposto al telefono, ma non ha nemmeno aperto la chiesa e non si è fatto vedere neanche in canonica. Così è stato dato l'allarme, e la sua abitazione è stata raggiunta da Vigili del Fuoco, Carabinieri e Polizia Locale.

    I pompieri hanno sfondato una finestra e l'hanno trovato seduto in casa, in silenzio: a prima vista niente di grave, ma è stato comunque trasferito in ospedale a Manerbio per i dovuti accertamenti. Pare che da tempo sia seguito da un medico specialista: ora è necessaria una terapia ad hoc. “Nelle prossime settimane il sacerdote sarà assente dalla parrocchia – si legge ancora nella nota della Diocesi – e sarà accompagnato in un percorso di verifica e di sostegno che gli consenta un pieno ristabilimento”.



    Potrebbe interessarti: http://www.bresciatoday.it/cronaca/don-gianluca-loda.html

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  2. A CHI in Diocesi non fa il suo dovere:"Saulo,Saulo, perchè mi perseguiti? Perchè ti rivolti come un animale quando il suo padrone lo pungola?" Gesù sa bene chi percorre la Sua "Via, e vive secondo la Verità" del Vangelo.

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