L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 3 maggio 2020

Il fatto che gli ebrei-palestinesi sionisti non hanno firmato il regolamento della Corte penale internazionale non li assolve di perpetuare, a tutt'oggi, crimini di guerra nei confronti dei palestinesi. Complottista è colui che la verità la nasconde

La Corte penale internazionale accusa Israele. Crimini di guerra contro “lo Stato palestinese”

1 Maggio 2020
di Paolo Castellano

Fatou Bensouda, giurista gambiana e Procuratore capo della Corte penale internazionale (CPI), vuole indagare su Israele per crimini di guerra in Giudea, Samaria, Gerusalemme Est e Striscia di Gaza. Per l’organo internazionale la “Palestina” è infatti un’entità statale e dunque sotto la giurisdizione della CPI. Tre giudici della Divisione preliminare saranno la giuria che dovrà decidere se confermare o rigettare la richiesta della Bensouda.

Per essere sotto la giurisdizione della CPI bisogna aver firmato lo Statuto di Roma che è stato stipulato il 17 luglio del 1998. Israele non ha mai firmato il regolamento e quindi non fa parte della CPI che ha sede all’Aia nei Paesi Bassi. L’Autorità Palestinese fa invece parte del tribunale per i crimini internazionali pur non essendo uno stato membro delle Nazioni Unite. La CPI non è un organo dell’ONU è non va identificata con la Corte internazionale di giustizia, anch’essa con sede all’Aia.

Il 30 aprile, il Procuratore capo Bensouda ha quindi prodotto un documento di 60 pagine in cui afferma che la CPI può esercitare la propria giurisdizione nel territorio che comprende la Cisgiordania, incluse Gaza e Gerusalemme Est.

Circa altri 50 fascicoli a favore e a sfavore dello Stato ebraico sono stati archiviati in passato. Le nazioni che hanno appoggiato le ragioni di Israele sono state Repubblica Ceca, Austria, Germania, Australia, Ungheria, Brasile e Uganda. Lo riporta Israel National News.

L’Assemblea degli Stati Parte supervisiona la CPI ed è l’organo legislativo dell’organizzazione intenzionale che ha riconosciuto la “Palestina” come stato sovrano.

La ONG Monitor, un’associazione pro-Israele, ha criticato la decisione di Bensouda, sostenendo che il Procuratore capo stia ignorando completamente il fatto che la Corte non sia competente in materia. «Da una parte fa affidamento su affermazioni infondate prodotte da associazioni pro-BDS e legate al terrorismo, dall’altra segue la retorica per nulla indipendente di una parte degli organi dell’ONU, come il Consiglio dei diritti umani», si legge in una dichiarazione dell’associazione Monitor.

https://www.mosaico-cem.it/attualita-e-news/mondo/israele-crimini-guerra-bensouda

Nessun commento:

Posta un commento