L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 14 maggio 2020

La Bce con falsi felpati verso l'assunzione di banca centrale prestatore di ultima istanza


Bollettino economico BCE: pronti ad ampliare PEPP, ma non solo

14 Maggio 2020 - 10:30 

Il bollettino economico della BCE parla chiaro: ecco cosa accadrà da qui a fine anno


L’ultimo bollettino economico della BCE è stato reso noto come da programma alle ore 10:00 di oggi, giovedì 14 maggio.

Nel testo, l’istituto di Lagarde ha ribadito quanto già affermato nell’ultima riunione di politica monetaria e ha tentato di tracciare, per quanto possibile, affidabili previsioni sul futuro economico dell’Eurozona.

Quanto emerso nel bollettino economico della BCE però non ha fatto ben sperare.
BCE, bollettino economico 14 maggio: i dettagli

Come anticipato, nel bollettino economico della BCE non sono state comunicate novità di rilievo rispetto a quelle già emerse nell’ultima riunione di politica monetaria. Nel testo, l’istituto centrale ha parlato di un mercato del lavoro le cui condizioni stanno continuando a peggiorare. Ma non solo.

La Banca Centrale Europea ha confermato nuovamente che l’inflazione scenderà ancora nei prossimi mesi (il tracollo dei prezzi petroliferi non ha certo giovato) e che un ampio grado di politica monetaria accomodante risulterà necessario.

L’obiettivo? Sempre lo stesso: la convergenza dei prezzi sotto ma vicino al target del 2% nel medio termine.

Nel bollettino economico la BCE ha nuovamente fornito le proprie stime sul PIL dell’Eurozona. Nell’anno corrente, l’economia del blocco si contrarrà ad un tasso compreso tra il 5% e il 12%.

Il tutto dipenderà dalla durata dei lockdown e dall’efficacia delle misure di sostegno pensate dai vari governi.

“In un contesto economico in rapida evoluzione, il Consiglio direttivo rimane pienamente impegnato a fare il necessario - nell’ambito del proprio mandato - per sostenere tutti i cittadini dell’area dell’euro in questo momento di estrema difficoltà,”

si legge nel testo.

L’istituto continuerà ad assicurarsi che la politica monetaria sarà trasmessa a tutte le parti dell’economia e a tutte le giurisdizioni. Inoltre il Consiglio si riserverà il diritto di incrementare il suo programma PEPP e di aggiustare la sua composizione, se necessario.

Poche novità, dunque, nel bollettino economico di maggio. La BCE tornerà ad occuparsi di politica monetaria a giugno.

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