L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 14 maggio 2020

La monnezza è sempre un'affare sopratutto quando si lavora per dargli lo stato d'emergenza

Rifiuti, Santelli fa saltare il banco delle discariche private e avvisa le Procure

VIDEO | La governatrice respinge la bozza dell’ordinanza predisposta del dirigente Domenico Pallaria che prevedeva l’ennesimo aumento della capacità di abbanco nell’impianto crotonese gestito da Vrenna. «Perché in otto mesi non è stato fatto nulla?», e gira la domanda ai magistrati di Catanzaro e Cosenza

di Luana Costa 
14 maggio 2020 13:25

Otto mesi di inerzia. Ma adesso dietro quel velo d'immobilismo inizia ad agitarsi lo spettro degli interessi privati avallati finora, seppur in maniera legittima, per superare l'infinita emergenza rifiuti in cui da decenni si dibatte la Calabria. E il messaggio implicito viene recapitato attraverso un botta e risposta tra i piani alti della Cittadella; tra la presidente della Regione, Jole Santelli, e il superdirigente, Domenico Pallaria, che proprio ieri si è visto respingere la nuova bozza di ordinanza messa a punto per strappare ancora qualche mese alla sempiterna emergenza rifiuti calabrese. 

La mano tesa al privato

La bozza è stata restituita in mattinata al mittente con tanto di motivazione: non si autorizzeranno nuovi sovralzi nella discarica crotonese dalla società Sovreco, gestita dal gruppo Vrenna.

L'ordinanza in gestazione prevedeva, infatti, l'aumento della capacità di abbanco di quella discarica per ulteriori 75mila tonnellate, che si sarebbero andate ad aggiungere alle 120mila tonnellate già autorizzate dall'ex presidente della Regione, Mario Oliverio, nell'ultima ordinanza contingibile e urgente. La stessa nella quale si fissavano paletti alti e rigorosi impegnando Ambiti territoriali ottimali e Comuni a individuare i siti dove creare nuove discariche pubbliche, sicuramente meno onerose e gestibili direttamente dagli Ato. 
Carenza di istruttoria 

Ma, appunto, ad otti mesi di distanza l'inerzia ha prevalso e adesso dagli uffici regionali spunta una nuova bozza di ordinanza che prevede l'impiego sempre della stessa discarica privata e sempre nelle stesse modalità. 

«Prima di procedere all'autorizzazione di nuove misure straordinarie – chiarisce la presidente Santelli – ritengo necessario ed opportuno conoscere attraverso una sua dettagliata relazione le reali motivazioni che impediscono di mettere in campo iniziative finalizzate ad accelerare la realizzazione degli interventi pubblici in itinere e di dare impulso alle procedure amministrative precedentemente attivate».

Insomma, Santelli chiede un supplemento di istruttoria a Pallaria e, nello specifico, di capire per quale ragione le discariche pubbliche individuate nella precedente ordinanza a firma Oliverio sono ancora inattive o inutilizzabili. 
I cahiers de doléances

«Nella bozza in esame – incalza la governatrice – emergono ancora una serie di criticità relative alle discariche pubbliche di Cassano allo Ionio, Castrolibero, Castrovillari, San Giovanni in fiore e Lamezia Terme che comportano l'impossibilità del loro utilizzo nonostante in alcuni casi risultano attivate da tempo le procedure idonee ad assicurare la continuità o l'avvio dei conferimenti».

E giù con l'elenco: «Per Cassano allo Ionio, nonostante la Regione Calabria abbia esercitato i poteri sostitutivi nei confronti del Comune, con la nomina di un commissario ad acta, non si è riusciti a garantire la continuità dei conferimenti. Per il Comune di Castrolibero sebbene diffidato dalla Regione a presentare i progetti di ampliamento volumetrico della discarica non si è provveduto ad attivare i poteri sostitutivi come avvenuto nei confronti del Comune di Cassano allo Ionio. Per il Comune di Castrovillari nonostante siano state trasmesse le documentazioni tecniche da parte degli uffici comunali siamo ancora in attesa degli esiti delle "indagini di approfondimento" che la stessa Regione Calabria sta conducendo. Nel Comune di Lamezia Terme, il gestore dell'impianto "Lamezia Spa" pare non abbia ancora adempiuto ad adottare una serie di prescrizioni dall'autorità giudiziaria che hanno determinato il sequestro dell'impianto».
Inerzia colposa?

Otto mesi di inerzia che consegnano di nuovo la Calabria nelle mani dell'emergenza. «Da tale quadro – si legge ancora nella nota interna – emerge chiaramente, a distanza di otto mesi, la riproposizione delle identiche motivazioni alla base della scelta di utilizzare la stessa discarica privata per ulteriori 75mila tonnellate». La comunicazione oltre ad avere in indirizzo l'ufficio di Domenico Pallaria, ha anche quello della Procura di Cosenza e della Procura di Catanzaro.

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