L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 29 maggio 2020

Le Brigate Rosse nascono e muoiono con Renato Curcio nel 1975 poi è iniziata un'altra storia, strumento per la Strategia della Tensione

Tobagi non fu ucciso dalle Brigate Rosse ma la Rai non lo sa


Per 5 volte oggi mi è toccato sentire nei notiziari Rai che il giornalista del Corsera Tobagi fu ucciso 40 anni fa dalle Brigate Rosse.

Non è vero.

A uccidere Tobagi fu la Brigata 28 Marzo i cui membri venivano dall’area di autonomia ed erano esponenti della borghesia milanese come Marco Barbone, che diede a Tobagi il colpo di grazia, figlio del direttore editoriale della Sonzogno, e Paolo Morandini figlio del critico cinematografico Morando Morandini.

Il “pentito” Barbone non fece neppure il carcere, poi diventò giornalista lavorando per Comunione e Liberazione. Due amen e una benedizione: è così che si autoassolse la borghesia milanese, stronzetta, ipocrita e talvolta pure assassina, ma con i guanti. Per fortuna mi ricordo tutte le loro facce.

Alberto Negri

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