L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 26 maggio 2020

Le fake news delle televisioni, dei giornalisti, dei giornaloni, del circo mediatico su quello che succede in Cina

Cina, Assemblea del Popolo in corso a Pechino. Milano Finanza unica eccezione alle assordanti fake news dei giornali italiani


di Kartana
23 maggio 2020

Ho, come al solito, dato un'occhiata ai giornali italiani sul tema dell' Assemblea del Popolo che si sta svolgendo a Pechino.

Toni allarmistici e catastrofisti.

Unica eccezione, come al solito è Milano Finanza, il cui editore ha una partnership con Xinhua, l'agenzia di stampa cinese, e quindi ha fonti di prima mano.

Ebbene, in un articolo dal titolo "La road map del governo di Pechino per la riprese", Milano Finanza informa che ieri il Premier Li Kequinag ha parlato di politiche fiscali e monetarie espansive.

In particolare, Milano Finanza pone l'accento su una forte spesa sanitaria.

People's Daily ieri parlava di centralizzazione della sanità in accordo con le province.

In più il governo destinava fondi per l’aumento delle pensioni a 300 milioni di pensionati rurali e residenti.

Ancora, forti spese per contrastare la disoccupazione con la ratio deficit/Pil che viene portata dal 2,8 al 3,6%. Insomma, salario sociale globale di classe. Inoltre 534 miliardi di dollari di taglio tasse a micro, piccole e medie imprese, le quali non dovranno pagare i prestiti e i relativi interessi fino a marzo 2021.

Le banche commerciali (in Cina è in vigore la Glass Steagall Act, vale a dire la separazione tra banche commerciali e banche di investimento per non fare aumentare la speculazione finanziaria) aumenteranno quest'anno i prestiti alle imprese del 40%.

Quanto al calo dell'export dato dal crollo del commercio estero, da notizie dal sito di Milano Finanza delle scorse settimane veniamo a sapere che le Commissioni interne del PCC all'interno delle aziende e le province, i governi locali, stanno spingendo le aziende cinesi a comprare prodotti da aziende cinesi dedite all'export e le vendite ad aprile sono aumentate del 17%. Oggi su Milano Finanza, in un'editoriale di Guido Salerno Aletta che invito a leggere, l'autore ipotizza che la Cina nei prossimi anni, per parare la crisi mondiale, potrebbe seguire il modello francese, vale a dire la riduzione dell'orario di lavoro.

Ebbene da Milano Finanza di oggi sappiamo che la digitalizzazione ormai copre in Cina il 51,3% del Pil e aumenterà ancor di più, quindi la produttività è aumentata lasciando spazio a riduzioni dell'orario di lavoro. Attualmente per legge l'orario di lavoro settimanale è di 40 ore e sono permesse nel mese 36 ore di straordinario.

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