L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 29 maggio 2020

Parmitano ritratta!

CORONAVIRUS: ECCO I VIDEO DEL COLONNELLO PARMITANO. NON TORNANO TROPPE COSE


(di David Rossi)
28/05/20 

Dove eravamo rimasti tre giorni fa? Ricominciamo dai famosi video di cui molti hanno scritto e che pochi hanno visto: lasciamo ai lettori la libertà, guardandoli direttamente, di farsi un’idea (v.link o vai a fine articolo).

Partiamo con ordine, dalla necessità di chiarimenti dopo che “qualcuno” ha portato all'attenzione dell'ex comandante della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) il fatto di "aver commesso un errore durante un'intervista rilasciata a una trasmissione televisiva": a dire il vero, come potete vedere, le interviste sono DUE e ben distinte. In entrambe, il colonnello Parmitano fornisce sempre e con schiettezza la stessa risposta: a NOVEMBRE lui e l’equipaggio della ISS erano già informati del pericolo rappresentato dal Sars-CoV-2 (che allora non aveva ancora questo nome) come potenziale pandemia.

Ricordiamo anche, prima di procedere, lo scenario del giorno del ritorno. Il 6 febbraio c’erano già 31.439 casi, di cui 31.161 nella Repubblica Popolare Cinese, 20 sulla nave da crociera Diamond Princess e il resto in vari Paesi di tre continenti: in un'intervista Parmitano parla della “gravità che si andava allargando a macchia d’olio proprio in Europa poco prima del rientro”.

Prima di elencare varie scusanti il colonnello dell'aeronautica afferma: “Errare è umano, e mi spiace molto vedere che in questo caso il mio lapsus sia stato strumentalizzato”. Dopo aver visionato il video, con la strage in corso su tutto il Pianeta - siamo ad oltre 350.000 morti ufficiali -, non credete sia semplicemente legittimo, anzi doveroso, porsi e porre certi interrogativi?

Passiamo ora alle giustificazioni addotte da Parmitano.

Dal 1965 Omega, oggi di proprietà di Swatch Group, mette al polso degli astronauti delle missioni a partecipazione umana dei capolavori di eccellenza orologiaia svizzera. Uno fra questi è lo Speedmaster Skywalker X-33, progettato appositamente per gli esploratori dello spazio e testato e qualificato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA). È stato sviluppato per soddisfare quanti, come gli astronauti, sfruttano funzioni speciali come: tre diversi fusi orari, cronografo, timer, MET (Mission Elapsed Time), PET (Phase Elapsed Time) tre sveglie e, ultimo ma non meno importante, il calendario perpetuo. L'orologio è chiaramente visibile al polso del colonnello Luca Parmitano in occasione di almeno tre interviste dallo spazio durante la missione Expedition 61.

L’ufficiale, tuttavia, nel comunicato dell'ESA (v.link) afferma che “a bordo della ISS non utilizziamo il calendario, ma il Coordinated Universal Time (UTC). L’anno inizia con il giorno 1 e finisce con il giorno 365, e gli eventi vengono eseguiti in base a questa pianificazione. Di conseguenza è possibile confondere un mese con un altro poiché non vi facciamo mai riferimento, ma utilizziamo il giorno UTC”. Vuol forse dire che non guardava mai e non utilizzava le funzioni del suo orologio sviluppato appositamente per le esigenze degli astronauti?

Il colonnello Luca Parmitano afferma, quindi, che a bordo della ISS aveva accesso alle “agenzie giornalistiche e alle grandi testate televisive”. Davvero non ha mai fatto caso che queste gli portavano le notizie indicando in un angolo date e orari, per così dire, terrestri, permettendogli a ogni fruizione di collegare facilmente gli avvenimenti a mesi specifici?


Non ha fatto caso alla data nemmeno mentre postava su Facebook per ben 35 volte a novembre e 41 a dicembre come un “terrestre” qualsiasi?

Non ha tratto motivo di distinguere NOVEMBRE dagli altri mesi nonostante in quei trenta giorni siano arrivati due nuovi compagni di missione, un’astronauta dalla NASA e un cosmonauta dall’agenzia spaziale russa?

Non è valsa, a stimolargli la memoria, l’eccezionale - per certi versi storica - serie di attività extraveicolari (in gergo, EVA) svolte in quel mese, di tale complessità, ricordano le agenzie spaziali americana ed europea, come non si vedevano dai tempi della manutenzione del telescopio spaziale Hubble? E pensare che c’è gente che si ricorda il mese del primo esame o del primo bacio…

A tre mesi dal rientro non riusciva - dobbiamo credere - a mettere a fuoco NOVEMBRE, nonostante a bordo della ISS non siano mancate le occasioni per imprimersi nella memoria eventi davvero speciali e collegarli a date specifiche. Come non ricordare gli auguri per il Natale e il pensiero “a chi è lontano dalla famiglia”, fatti a bordo della ISS poco prima della Festa? E la videochiamata augurale fatta al cantante Jovanotti alla fine di dicembre? E ancora prima non si è emozionato a parlare con una star del calibro di Paul McCartney all’inizio di dicembre?

Forse non gli sono venuti i brividi ma sicuramente si sarà inorgoglito quando, a inizio NOVEMBRE, ha avuto un collegamento col nostro presidente e suo conterraneo, Sergio Mattarella?


Noterete che ho omesso volutamente i giorni: questo perché al di là delle date precise, ognuno di noi fa esperienza del fatto che è molto difficile confondersi con i mesi. Puoi sbagliare il giorno, ma il mese mai e se succede puoi confonderti col mese immediatamente precedente o quello successivo, non prendere NOVEMBRE per FEBBRAIO!

Sarebbe bastato dire: “ho erroneamente (sic) affermato che, come equipaggio, fossimo al corrente dell’inizio del contagio pandemico già a novembre. Errare è umano”. Invece, ha cominciato ad arrampicarsi sugli specchi spiegandoci i “vari fattori” a cui il così detto errore sarebbe dovuto e che abbiamo smontato pezzo per pezzo.

Sarebbe ora inutile chiedere chi ha “portato alla sua attenzione un errore commesso”. A più di un lettore sarà però venuto il dubbio che chi gli ha chiesto di “riparare” ne avesse interesse e volesse una smentita “a ogni costo”.

Nell'ultimo punto Parmitano afferma poi “tutto questo è facilmente verificabile: le comunicazioni Terra – bordo – Terra sono soggette al Freedom Of Information Act, una legge che impone totale trasparenza..."

Mi spiace far notare che, mentre scrivo, per l’Italia il Freedom of Information Act a cui fa riferimento lo stesso colonnello per avere maggiori informazioni è stato sospeso dal governo in carica a causa della crisi da COVID-191: la trasparenza è quindi ancora in stato di lockdown!

Cari lettori, ci sembra come minimo strano che solo in Italia si neghi quello che media internazionali di specchiata affidabilità affermano: i grandi di questo mondo furono informati - parafrasando le parole di Parmitano - del pericolo di un “probabile contagio pandemico” fin da NOVEMBRE.

A noi dispiace disturbare un concittadino come il colonnello Parmitano che gode della nostra stima e ammiriamo, ma il COVID-19 è arrivato a fare stragi di innocenti a marzo senza che le autorità avessero attuato alcuna forma di preparazione. Non possiamo dunque esimerci dal domandare chi sapeva e che cosa: lo dobbiamo ai vivi… e ai morti!



Immagini: ESA / Omega SA / Facebook / Twitter

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