L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 2 maggio 2020

Rinforzare il Sistema immunitario mondiale solo lui può sconfiggere il covid-19

Coronavirus: la pandemia durerà 2 anni, ecco perché

1 Maggio 2020 - 15:43 

La pandemia di coronavirus durerà almeno due anni e non sarà sotto controllo fino a che due terzi della popolazione mondiale non saranno immuni.






La pandemia di coronavirus potrebbe durare fino a 2 anni e ciò che stiamo vivendo è solo l’inizio di una battaglia lunga e complicata per rallentare la diffusione del virus.

Ci vorrà ancora molto prima che tutto diventi solo un vecchio ricordo. Prima di allora circa due terzi della popolazione dovranno aver sviluppato anticorpi e dovranno aver generato un’immunità.

È questo il risultato di una ricerca condotta dal Center for Infectious Disease Research and Policy dell’Università del Minnesota nella quale vengono ipotizzati tre scenari che si potrebbero concretizzare nei prossimi mesi.

Tra le soluzioni che contribuiranno ad accorciare i tempi c’è sicuramente il vaccino, che però sarebbe decisivo solamente in parte. Quel che è certo è che non ci libereremo tanto facilmente dal SARS-COV-2.



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Pandemia coronavirus durerà fino al 2022: lo studio

Dovremo aspettare fino al 2022 prima che la pandemia di coronavirus si esaurisca. Almeno due anni nella sua morsa prima di poter tornare - davvero - alla normalità. Ad affermarlo uno studio del Center for Infectious Disease Research and Policy dell’Università del Minnesota che ha voluto indagare sui risvolti futuri della COVID-19. Il fattore che rende il nuovo virus un avversario particolarmente ostico è la trasmissione da asintomatici, che come viene evidenziato nella ricerca è la grossa differenza con l’influenza stagionale. Secondo alcuni esperti si è addirittura contagiosi giorni prima dei sintomi.

Tre in totale gli scenari cui potremmo andare incontro presentati dal CIDRAP. Nel primo l’ondata attuale è seguita una serie di picchi fino a fine 2021; nel secondo lo sviluppo della pandemia è simile a quello dell’influenza spagnola, con tre ondate, un ripristino del lockdown nei mesi invernali e uno spegnimento nel 2021 mentre nell’ultimo si parla di una “combustione lenta”, senza grosse oscillazioni nel numero di contagi, mantenuto stabile grazie alle misure restrittive e a un monitoraggio rigoroso delle strutture ospedaliere.
Il ruolo del vaccino


Come rivela lo studio, il vaccino per il coronavirus fornirebbe un grosso aiuto. Tuttavia potrebbe non essere in commercio prima del 2021, per questo l’immunità di gregge dovrà svilupparsi gradualmente nella popolazione. È ovvio che rimanga comunque di un sostegno fondamentale nella lotta alla COVID-19, per ora si sta cercando di tamponare la pandemia sperimentando cure e farmaci.

Il comportamento del SARS-COV-2 è imprevedibile e provare a delineare il percorso che seguirà nei prossimi mesi risulta un’impresa ardua. Ciò che preoccupa gli scienziati è che in futuro possano presentarsi problematiche fino ad oggi sconosciute che complicherebbero un’uscita completa dall’emergenza.

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