L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 16 maggio 2020

Roma - bilancio del M5S un falso ideologico

Roma, Lozzi: «Potrei candidarmi a sindaco per il M5S, ma prima le idee»

ROMA > NEWSVenerdì 15 Maggio 2020


Prove tecniche di campagna elettorale. Con tanto di corsa interna al M5S. Monica Lozzi, presidente del VII Municipio, un'enorme fetta di Roma che si estende da San Giovanni a Cinecittà, è da mesi una voce indipendente e autorevole all'interno del M5S, spesso in divergenza con la sindaca e collega di partito Virginia Raggi.


L'agenzia Dire l'ha intervistata a due giorni dal crollo del IV Municipio, dove la maggioranza pentastellata ha sfiduciato la propria minisindaca Roberta Della Casa, e Lozzi non ha nascosto di guardare al Colle capitolino. Chiedendo però progetti precisi per arrivarci: «Prima di parlare di candidati è necessario parlare delle idee e di come vogliamo la città nel prossimo quinquennio. Dopo sarà il momento di scegliere il nome del candidato sindaco. Potrà essere Raggi, potrei essere io o magari una terza via. Ma l'importante è avere chiara una nostra idea di citta' che ad oggi sembra un po' mancare».

«Proprio perchè facciamo parte del M5s- aggiunge Lozzi- che prevede decisioni collegiali, dovremmo metterci seduti con tutti i protagonisti del movimento romano, a partire dagli attivisti, dai consiglieri municipali e comunali, e dai presidenti di Municpio e la sindaca, per fare un'analisi di come sono andate le cose, di cosa si poteva fare meglio, di cosa e' andato bene e della nostra idea di città».

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