L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 27 maggio 2020

Togati&istituzioni malate - La Corte di Appello di Catanzaro non è nuova a questo tipo di sentenza. E' 'ndrangheta

‘Ndrangheta, “Nuove leve”: 2 imputati assolti in Appello

Pasquale Mercuri, 28 anni, e Francesco Morello, 32 anni, entrambi accusati di appartenere alla cosca Giampà
di Redazione - 25 Maggio 2020 - 15:14


La Corte d’Appello di Catanzaro, presieduta da Giancarlo Bianchi, ha assolto perché il fatto non sussiste Pasquale Mercuri, 28 anni, e Francesco Morello, 32 anni, entrambi implicati nel procedimento “Nuove Leve” contro la cosca Giampà di Lamezia Terme. In primo grado Mercuri, difeso dagli avvocati Antonio Larussa e Loredana Mazzenga, era stato condannato a 12 anni di reclusione e Francesco Morello, difeso dall’avvocato Domenico Villella, era stato condannato a 7 anni di reclusione.

Per entrambi l’accusa era quella di essere parte della cosca Giampà che si sarebbe mantenuta operativa, dopo l’arresto dei vertici e di parecchia manovalanza, grazie al contributo delle “Nuove leve”. La condanna di primo grado si fondava sulle convergenti dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia, i due fratelli Giuseppe e Pasquale Catroppa e Luca Piraina, i quali facevano parte del gruppo guidato da Giuseppe Giampà.

Tali dichiarazioni sono state contestate dalle difese che hanno sottolineato la mancanza di chiarezza sulla fonte dalla quale avrebbero appreso appreso le informazioni accusatorie i tre pentiti, visto che tali propalazioni non arrivano né dal loro ex boss Giuseppe Giampà, né per esperienza diretta, visto che Morello e Mercuri facevano parte del gruppo guidato da Vincenzo Bonaddio (assolto in primo grado). Una tesi abbracciata dai giudici di secondo grado che hanno assolto i due imputati.

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