L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 29 maggio 2020

Togati&istituzioni malate - La procura di Catanzaro costretta a correggere le imbecillaggini fatte nella logica della cattiva fede

A domiciliari per Covid torna in carcere
E' ritenuto referente cosca Arena a Catanzaro


Redazione ANSACATANZARO
28 maggio 202015:38NEWS

(ANSA) - CATANZARO, 28 MAG - Messo agli arresti domiciliari il 18 marzo scorso per ragioni di incompatibilità carceraria determinata dalla diffusione del virus Covid-19, stamani è stato arrestato e ricondotto in carcere da personale delle squadre mobili di Catanzaro e Crotone su delega della Dda catanzarese.
Si tratta di Nicolino Gioffrè, di 45 anni, condannato in primo grado a 13 anni e 4 mesi di reclusione per associazione mafiosa ed estorsione. Era stato arrestato nel maggio 2017 nell'ambito dell'operazione Jonny in quanto ritenuto "luogotenente" della cosca Arena e referente, per conto della stessa, sul territorio catanzarese. In virtù del suo ruolo di spicco, dalle indagini era emerso anche come partecipe di "summit" di 'ndrangheta tesi a ristabilire i sempre precari equilibri tra cosche dei diversi territori. Avvalendosi anche del nuovo Dl 29 del 10 maggio scorso, il capo della Dda di Catanzaro Nicola Gratteri e il pm Domenico Guarascio hanno chiesto ed ottenuto dal Gip il ripristino della custodia cautelare in carcere.

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