L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 28 giugno 2020

2017 dati sulle morti per influenza negli ultimi 10 anni.

Influenza: Oms, nel mondo fino a 650mila morti l'anno

14/12/2017 12:35:07


Nel mondo ogni anno fino a 650mila persone muoiono per problemi respiratori legati ai virus dell'influenza. Lo afferma una stima dell'Oms e del Cdc americano pubblicata dalla rivista Lancet. L'analisi ha trovato una 'forchetta' tra 290mila e 650mila morti, che rappresenta un aumento rispetto ai 250-500mila dell'ultimo calcolo effettuato dall'organizzazione dieci anni fa. Il numero è stato ricavato dai dati di un gran numero di paesi, inclusi quelli a basso e medio reddito, ed esclude le morti per cause non respiratorie. "Questo dato - afferma Peter Salama, direttore esecutivo dell'Oms - offre un'idea precisa del peso dell'influenza, e dei suoi costi economici e sociali per il mondo". Secondo il documento la maggior parte delle morti avviene nelle persone sopra i 75 anni, e nelle regioni più povere del mondo. L'Africa subsahariana è l'area con la maggior mortalità da influenza, seguita dall'est Mediterraneo e dal sud est dell'Asia. "Tutti i paesi, ricchi e poveri, grandi e piccoli, devono lavorare per controllare le epidemie. Questo implica - conclude Salama - costruire una migliore capacità di trovare e rispondere ai focolai e rafforzare i sistemi sanitari". (ANSA).

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