L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 22 giugno 2020

21 giugno 2020 - MADAAT: UN PONTE TRA SCIENZA, CONOSCENZA E RELIGIONE #Byoblu24


Rachel Dea è una artista, scrittrice, regista e designer, fondatrice del progetto Madaat, una rivista distribuita gratuitamente on line.
Nel corso degli anni vi hanno collaborato Medici, scienziati, ricercatori e professionisti di varie discipline. Madaat è nato come uno spazio di libera espressione e di non censura dove si potesse narrare il percorso delle proprie ricerche e le relative tappe, dando quindi spazio anche al dubbio, alle ipotesi e agli inevitabili errori possibili. Il loro intento è veicolare una visione del mondo positiva e di speranza per il genere umano: un progetto inclusivo di convergenza di tutti i tipi di sapere e di conoscenza. Non si pongono contro qualcuno, ma in aggiunta, e pur avendo grande rispetto per la Scienza non la considerano l’unico e univoco mezzo di investigazione della realtà. La scienza da sola, secondo loro, è monca e imperfetta e sono convinti che solo l’unificazione e l’incontro delle varie discipline e forme di sapere possa portare ad una sempre maggiore comprensione del multiforme universo in cui viviamo e di cui conosciamo ancora così poco.
Durante la quarantena l’equipe di Madaat ha svolto diversi incontri on line per veicolare impressioni e idee sulla pandemia pubblicando come risultato tre ebook: uno di Pierfrancesco Maria Rovere, uno scritto da Rachel Dea ed uno redatto dalla intera equipe di Madaat; libri che Amazon ha censurato.
Nel video potete ascoltare gli interventi di alcuni dei collaboratori del progetto Madaat: Claudio Viacava, biologo, nutrizionista, naturopata, docente, psicologo e psicoterapeuta, Sabina Bitti, medico chirurgo specialista in otorinolaringoiatria, medicina funzionale e agopuntura, Rita Belforti, endocrinologa sperimentale, naturopata e docente, Loredana Filippi, counselor ad orientamento bioquantico e psicoenergetico, Sergio Belforti, medico chirurgo, specialista in pediatria e dietologo e infine Carlo Prisco, avvocato e dottore di ricerca in Filosofia del diritto. Tutti su
#Byoblu24
Oltre 80mila firme per il Manifesto del Patto per la Libertà di Espressione. Manca la tua? Mettila qui:
https://go.byoblu.com/Patto

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