L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 1 giugno 2020

31 maggio 2020 - I CANI DA GUARDIA DEL POTERE CHE PROTEGGONO IL SISTEMA - Mazzucco, Mason...





Vi ricordate il mito della caverna di Platone? Il filosofo immaginava degli uomini chiusi in una caverna, incatenati e impossibilitati a volgere lo sguardo indietro dove ardeva un fuoco. Un fuoco che con la sua luce proiettava su una parete le ombre di uomini che vivevano liberi, al di fuori della caverna. Ombre che, danzando sulla parete, venivano scambiate per cose reali. Vi ricorda qualcosa? Forse Platone non aveva mai visto una televisione, ma oggi il nostro salotto è proprio come quella caverna, le immagini sullo schermo sono la parete, e gli uomini incatenati come schiavi... siamo noi. 

Il rischio che l’informazione, la politica, la società, tutto venga “visto” e vissuto come un riflesso della parete di quella caverna è molto più che una possibilità teorica: è quasi una certezza. Ma per il blogger e documentarista Massimo Mazzucco può accadere di peggio: “I siti di debunking e l’informazione unica sono come un Velo fra la realtà e la sua stessa proiezione". E prosegue: "almeno nella caverna di Platone si potevano vedere le ombre precise, con il velo non è possibile!”. Ad intervenire su #Byoblu24 è anche il blogger Antonio Masoni, autore dell’articolo “I siti a caccia di bufale? Chiedetevi chi ci sta dietro”. 

Oltre 80mila firme per il Manifesto del Patto per la Libertà di Espressione. Manca la tua? Mettila qui: https://go.byoblu.com/Patto

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