L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 18 giugno 2020

Aumenta il deficit pubblico a favore e sostegno di Wall Street

BET TRADING: la nuova frontiera della bolla speculativa

Scritto il 16 giugno 2020 alle 18:25 da Danilo DT


Tutti i vari post sulla liquidità scritti nelle ultime settimane vi hanno illustrato un mondo, quello della finanza, inondato di cash. Una liquidità che ha sicuramente effetti benefici, quantomeno nel breve termine, ma che nel lungo termine ci sono molti aspetti che oggi sono sottovalutati e che avranno conseguenze tuttora difficili da quantificare.

Ma è normale, in un contesto come quello attuale, che la forte quantità di cash non vada a finire tutta nell’economia reale, ma buona parte della stessa finisca proprio nella finanza. Un percorso che non per forza è IRREVERSIBILE, e magari un giorno questo denaro finirà realmente nell’economia reale. Ma in questo momento, è destinato ad altre cose. Cash o finanza.

E se fino a qualche tempo fa, investire in finanza significava un aumento degli investimenti tradizionali, tramite equity, fondi ecc, oggi ci sono anche delle soluzioni di investimento innovative che sono figlie della speculazione finanziaria più estrema.
Ed è per questo che l’ho battezzata BET FINANCE o BET ECONOMY. Fate voi… Nel mio piccolo preferisco definirla BET TRADING vista proprio la tipologia di quelli che diventa difficile definirli investimenti, mentre sono molto più vicini al classico ALL IN.
E questo fenomeno non è destinato a fermarsi.
Prendiamo ad esempio il 30 giugno. Un giorno come tanti altri, direte voi. Ma non per la FED.

(…) In parole povere e in totale contrasto con quanto accaduto lo scorso settembre, quando la scarsezza di liquidità sui conti di riserva della Fed innescò la crisi del mercato repo che sancì il ritorno in campo della Banca centrale Usa dopo un decennio, il Tesoro americano sta per alluvionare il mercato con 700 miliardi di cash. Di fatto e al netto della purga della seduta borsistica dell’11 giugno, questo accadrà in piena euforia degli indici e con il livello della ratio put/call che mostra chiaramente la propensione rialzista degli operatori e la pressoché – pericolosissima – assenza di strategie di hedging in atto. Insomma, si sta per offrire un pacco enorme di free-drink a chi ha già bevuto troppo e, a breve, potrebbe mettersi alla guida. (…) [Source] 

A tutto questo aggiungiamo le buone news in arrivo dai mercati di questa notte. Una FED che aumenta gli acquisti e la BOJ che segue a ruota.

(…) La Federal Reserve amplia il sostegno ai mercati e le Borse registrano con favore questa nuova iniziativa, mentre restano alte le preoccupazioni per una seconda ondata del virus in Cina e negli stessi Stati Uniti. (…) ha fatto sapere che inizierà ad acquistare un “ampio e diversificato portafoglio di bond societari a sostegno della liquidità del mercato e la disponibilità di credito”, sottolineando che gli acquisti saranno effettuati tramite il suo programma di emergenza che finora ha riguardato solo Exchange-Traded Fund, Etf. (…) Sul mercato giapponese si è confermata ben presente anche la Bank of Japan (Boj) che ha mantenuto invariata la sua politica monetaria espansiva, ma, al contempo, ha ulteriormente aumentato la dotazione dei suoi programmi di aiuto per le imprese che affrontano la grande crisi economica causata dalla pandemia. Le eccezionali misure adottate dalla Boj da marzo scorso per sostenere il finanziamento delle società giapponesi ammontano ora a 110 trilioni di yen (900 miliardi di euro), contro 75 trilioni di yen in precedenza, ha annunciato l’istituzione monetaria dopo la sua riunione. (…) [Source] 

Facciamo pure tutte le valutazioni e le ponderazioni del mondo ma poi tanto tutto va a farsi benedire da questo interventismo che ormai sta raggiungendo picchi impensabili.
Il Quantitative Easing fa decollare la massa monetaria (M2) che però solo parzialmente va nell’economia reale.
Quindi possiamo dire che è deficit pubblico a favore e sostegno di Wall Street. E guarda caso tutto questo avviene proprio in prossimità delle elezioni USA. Dite che sia poi tutto così casuale? Sicuramente no, diciamo che si vuole unire l’utile al dilettevole e che con un piccione si prendono due fave. Intanto però le incongruenze non potranno che aumentare, e su questo non ci sono dubbi.
E tra le varie incongruenze, drammaticamente alimentate proprio da questa liquidità, compresi i sussidi pagati ai cittadini, c’è appunto in BET TRADING, un ramo della BET ECONOMY a cui stiamo assistendo.

MA cosa diavolo è questo BET TRADING?

E’ un modo di speculare con un tipo di approccio al rischio di tipo TOTALE. Quindi si rischia praticamente tutto il capitale ma i margini di guadagno sono a tre cifre. E non pensate a ragionamenti qualitativi. Qui si lavora solo sulla speculazione e sul VIX.

(…) I numeri delle piattaforme dipingono un quadro in crescita esponenziale negli Usa di chi mescola il trading al betting. Un anno fa gli utenti di WallStreetBetz – una delle piattaforme più conosciute nel settore che fa parte della community Reddit – erano 577mila. Oggi si sono moltiplicati a quota 1,3 milioni. (…)

Clienti consapevoli di cosa fanno? Ma neanche per sogno. Conta solo speculare, guadagnare usando soldi che spesso “sono piovuti dal cielo”, come appunto i sussidi pagati da Trump nel bel mezzo della crisi Covid-19.

(…) L’espansione del fenomeno è fotografata anche dati di RobinHood, broker nato nel 2014 (ma non presente in Italia) con la mission di «rubare ai ricchi per dare ai poveri». Sulle operazioni di trading non vengono applicate commissioni, poi sta all’abilità degli utenti generare profitti vendendo a prezzi più alti di quelli di ingresso. «Questa nuova generazione di scommettitori sta puntando i soldi ricevuti dalle politiche fiscali per contrastare il coronavirus, 1.200 dollari attraverso la helicopter money e 600 dollari al mese come sussidio di disoccupazione (…) Con il risultato che oggi i mercati sono doppiamente drogati: in prima istanza dalle politiche monetarie dalle banche centrali e in seconda battuta, seppur con proporzioni molto diverse, dalle modalità con cui alcuni sussidiati stanno decidendo di spendere i soldi ricevuti dall’ “elicottero” governativo». (…) [Source]

Avete capito quindi cosa è il BET TRADING? Ed ecco quindi che certe situazioni paradossali diventano subito più chiare, perché poi, per guadagnare di più, si usano anche titoli molto aggressivi, come ad esempio Hertz, la società di noleggio auto che ha portato i libri in tribunale ma che, dopo la dichiarazione di fallimento, ha addirittura visto crescite esponenziali delle quotazioni, tanto che gli amministratori hanno chiesto l’autorizzazione a vendere delle azioni, in quanto ritenevano la cosa come un’opportunità tanto assurda quanto straordinaria per recuperare tutto il recuperabile.

(…) Hertz Global Holdings, che aveva fatto richiesta d’ingresso in Chapter 11 lo scorso 22 maggio, vuole vendere azioni per 1 miliardo di dollari per approfittare del recente rally a Wall Street: dai minimi di 56 centesimi segnati il 26 maggio, il titolo ha toccato un picco di 5,53 dollari l’8 giugno. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, gli avvocati del maggiore gruppo Usa di noleggio auto (in termini di vendite) hanno dichiarato al giudice fallimentare che l’apprezzamento del titolo “presenta un’opportunità unica”. Hertz per altro proprio il 26 maggio aveva ricevuto una notifica di delisting dal New York Stock Exchange ma ha fatto ricorso in appello (il titolo continuerà a scambiare regolarmente al Nyse fino a quando non verrà risolto l’appello). Hertz, dopo avere chiuso con un crollo del 18,25% giovedì a Wall Street (a 2,06 dollari di valore), ha toccato un rally superiore all’8% in after market.(…) [Source] 


Ovviamente non c’è solo Hertz (serviva per spiegare cosa succede) ma tutti i titoli più “in trend” e quindi ovviamente Tesla, Apple, Amazon ecc.
Un modo di concepire la finanza e gli investimenti che…non hanno nulla a che fare con la VERA finanza. L’ennesimo tassello che ci deve dare consapevolezza di come si sta evolvendo la situazione e di come non dobbiamo più sorprenderci di nulla.
Nel bene. Ma prima o poi anche nel male.


PS: vi lascio questo ultimo grafico. Un aggiornamento sulla massa monetaria M2 generata (sempre più impennata!), sulla velocità di circolazione della moneta (sempre più bassa), sul debito generato (sempre più alto) e sull’indice CPI (Che continua a scendere, a testimonianza del fatto che i soldi in buona parte vanno nella finanza).
Credo che il giochino sia stato scoperto, ditemi voi cosa ne pensate. E tutto il resto non è che tanta bella filosofia che nel breve, conta come il due di picche.

Clicca QUI per vedere l’elenco dei post della saga #TheBigCrisis

STAY TUNED!

Nessun commento:

Posta un commento