L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 6 giugno 2020

Complottista è colui che nasconde la verità

Byoblu, la “controinformazione” che fa paura

By Giancarlo Pacelli
-4 Giugno 2020



Task forces, patti trasversali per la scienza, censura in rete. In questi ultimi tre mesi ne abbiamo viste di cotte e di crude. Con questi strumenti l’informazione cosiddetta “mainstream” ha visto traballare il suo ruolo di fronte a blog o canali Youtube, una volta destinati solo ad una nicchia di ascoltatori ma oggi carro armati pronti a combattere. E questo dovrebbe far solo che bene ad una società che si autoconsidera democratica.

Ma purtroppo la realtà è ben diversa dalle utopie insegnate a scuola. È ben diversa perché dopo una pandemia, non solo sanitaria ma anche mediatica, dobbiamo ancora vedere termini roboanti come complotto, cospirazione o poteri forti oscurati o bollati come strampalati. Tutti termini ormai che invece fanno parte quantomeno della realtà; o meglio della realtà di chi si apre davvero al mondo e legge ciò che ha attorno senza affidarsi a paraocchi editoriali.


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