L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 29 giugno 2020

Covid-19 fin dall'inizio non si è voluto trattare il covid-19 come un'influenza atipica ma ci si è lanciato su una narrazione basata su fake news a cominciare dalla diagnosi e impossibilità di verificarla attraverso le autopsie... giova/è giovato ai governanti di qualsiasi stato del mondo

RUSSIA – A MOSCA, IL 20% HA GLI ANTICORPI


giugno 28 07:57 2020

MOSCA COME LA LOMBARDIA. O QUASI.

Stando agli ultimi studi, infatti, circa il 20% dei suoi abitanti ha sviluppato gli anticorpi contro il virus. A dirlo è stato il vicesindaco di Mosca con delega al welfare Anastasia Rakova. “Abbiamo condotto questo studio dal 5 al 18 giugno e più di 90.000 cittadini vi hanno preso parte”, ha dichiarato. “E possiamo dire che la popolazione continua a sviluppare l’immunità di gregge: oggi circa il 20% delle persone nella capitale ha gli anticorpi”. Il dato è in crescita ed è salito del 2,5% rispetto all’ultima indagine sierologica (confermata peraltro dalle analisi svolte privatamente dai cittadini).

I FUNZIONARI MOSCOVITI DICONO DI VOLER TESTARE 6 MILIONI DI PERSONE, OVVERO CIRCA LA METÀ DELLA POPOLAZIONE TOTALE DELLA CAPITALE, PER LA RICERCA DI ANTICORPI.

Mosca è stata l’epicentro dell’epidemia di covid-19 con circa la metà dei casi registrati in tutto il Paese (ormai oltre 600mila). Dunque non sorprende che qui si registri un tasso di positività superiore alla media nazionale. Il ministero della Sanità ha dichiarato all’inizio di giugno che un russo su sette testato per il Covid-19, ovvero circa il 14%, ha sviluppato l’immunità al virus. La percentuale di casi tra i minori di 17 anni è stata però di quasi il 20%.
Per quanto riguarda l’Italia, era stato l’assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, a diffondere i risultati dell’indagine sierologica nella regione più colpita dal covid-19, da cui si evinceva che a metà giugno gli anticorpi erano stati rilevati nel 25% della popolazione. Un parallelismo che regge anche per quanto riguarda il numero degli abitanti totali (circa 10 milioni, in Lombardia). Altro paio di maniche invece per la densità abitativa, dato che Mosca è una delle grandi megalopoli del mondo.

(Ansa)

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