L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 4 giugno 2020

E la cosa che genera euforia è che ormai si è capito dove si vuol andare a parare. A qualunque costo, costi quel che costi, ma si vuol proteggere il sistema ed evitare una super recessione. E quindi tutti si aspettano addirittura un atteggiamento ancora più spavaldo del sistema

ALL IN: la grande scommessa sul futuro di utili ed economia

Scritto il 3 giugno 2020 alle 07:45 da Danilo DT


Visto che molto spesso abbiamo parlato della finanza passiva, e visto che ormai il suo peso specifico è diventato drammaticamente pesante, ritengo giusto tornare a parlarne proprio in concomitanza di un momento storico ben definito.
Infatti, malgrado tutto il Nasdaq Comp è tornato sui suoi massimi.

La notizia per certi versi ha del clamoroso se andiamo a vedere molte criticità del momento. Possiamo passare sopra alle tensioni sull’omicidio di George Floyd, possiamo non considerare il rischio di trovare gli USA militarizzati dal Trump per ricreare ordine pubblico. Possiamo persino tralasciare le tensioni con la Cina, in primis perché ancora non ci sono fatti concreti e poi, ormai, sono notizie note e già digerite, quindi non così sorprendenti per il mercato.
Ma resta la microeconomia e la macroeconomia.

Tutto questo viene però ampiamente compensato dalla positività portata come è noto da politica fiscale e monetaria. E la cosa che genera euforia è che ormai si è capito dove si vuol andare a parare. A qualunque costo, costi quel che costi, ma si vuol proteggere il sistema ed evitare una super recessione. E quindi tutti si aspettano addirittura un atteggiamento ancora più spavaldo del sistema. Morale: aspettiamoci nuovi interventi di sostegno.

E poco importa se arriva una recessione che sarà pesantissima (soprattutto per noi italiani).
E chissenefrega se proprio il FMI riporta una previsione di PIL pari a -5,9% per gli Usa e un -7,1% per Unione europea.
Tanto per usare un metro di paragone, durante la crisi Lehman Brothers (crisi subprime) ci fu nel 2009 un calo del PIL pari a 2,5% e 4,5%.
Se il PIL collassa è matematico (a meno che sia cambiato proprio tutto e allora a quel punto vi chiedo scusa e mi eclisso per sempre) che anche gli utili aziendali subiranno un violento impatto.
Le stime sono abbastanza simili tra le varie agenzie. Mediamente si stima un -23% per i titoli dell’SP500 e un -27% per l’EuroStoxx50.
Detto questo, eccoci quindi a parlare di quanto visto ieri sera.
E credo sia già noto a tutti.

(…)Tech shares, along with cyclical stocks like industrials and financials, gave the biggest lift to all three major stock indexes.
The Nasdaq, the S&P 500 and the Dow have been approaching their all-time closing highs in recent weeks and are now about 2%, 9% and 13%, respectively, below record closing levels. The S&P 500 and the Nasdaq have closed in positive territory in six of the last seven sessions. “Technicals are pushing the market higher and the market’s not paying attention to the potential problems that the protests could have on local economies,” said Peter Cardillo, chief market economist at Spartan Capital Securities in New York. (…) [Source

E il Nasdaq Comp ridendo e scherzano torna alle quotazioni pre Covid-19. Inutile raccontarvi che i multipli aziendali sono letteralmente decollati, ma in effetti questo fattore forse è il meno influente vista la criticità del momento. Il problema è la sostenibilità nel medio termine di tali dati, visto che Wall Street oggi viaggia a circa 24 volte gli utili attesi nei prossimi 12 mesi. Guardate questo grafico. Certo, anche i tassi non sono quelli di allora ma per la cronaca stiamo parlando di multipli visti solo nel periodo della bolla internet.


Ovvio, questo rally può solo avere una giustificazione. Una scommessa “ALL IN” su una ripartenza coi controfiocchi. E allora si guarda oltre (sto cercando di interpretare nel modo più realistico possibile, secondo il mio modo di vedere le cose, ovvio) e quindi non ci si concentra su quei numeri negativi, ma sulle speranze del futuro, che per forza devono pagare con gli interessi i numeri della recessione.
Parlo ostrogoto? Forse si. Intendo dire che il famoso -20/-25% degli utili per il 2020 deve per forza essere seguito da un +30/+35% altrimenti, il castello di carta crolla. Intanto però eccoci quindi a parlare del Nasdaq. Praticamente sui massimi, come se nulla fosse successo. Solo una cosa voglio ancora farvi notare.


Qui vi riporto il “mitico “ QQQ, è l’ETF che rappresenta l’istituzione per replicare passivamente l’indice hi-tech. Avete ben noto il ruolo della finanza passiva. Ecco cosa mi incuriosisce però, i volumi. Tutto suona molto strano. Come suona strano per il breve periodo questo altro dato statistico, che ovviamente risulta fortemente condizionato dal contesto storico. Ma probabilmente questo stato di grazia, malgrado tutto, non può durare per sempre.


STAY TUNED!

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