L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 11 giugno 2020

I complottisti sono coloro che vogliono nascondere la verità

Il virologo Giulio Tarro aveva ragione, studi Oms rivelano: “Raro che un asintomatico sia infettivo”

Da Chiara Di TommasoGiu 09, 2020


A fine maggio un’intervista di Giulio Tarro fece discutere il mondo medico. Il virologo napoletano affermò infatti che secondo una ricerca pubblicata sul portale PubMed, un soggetto positivo al Sars CoV2 ma asintomatico ed entrato in contatto con 455 persone sane non aveva contagiato nessuno. Questo quindi voleva significare che un asintomatico non era infettivo per gli altri.

Ora arriva la conferma da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). La dottoressa Van Kerkhove, capo del team tecnico anti-Covid-19 dell’Oms durante il briefing di ieri a Ginevra dell’Agenzia dell’Onu ha dichiarato alla Cnn:

“E’ molto raro che una persona asintomatica possa trasmettere il coronavirus. Abbiamo un certo numero di dati analizzati in diversi Paesi che stanno seguendo “casi asintomatici” ed è emerso che questi non hanno trasmesso il virus”.

La dottoressa spiega anche come si può limitare il contagio:

“Il coronavirus passa da un individuo a un altro attraverso le goccioline infette. Se individuassimo i casi sintomatici e isolassimo tutti i suoi contatti, avremmo una riduzione dei contagi. Quando analizziamo i casi asintomatici notiamo che hanno sviluppato una forma molto leggera della malattia e quindi le eventuali goccioline prodotte da starnuti o tosse o semplicemente parlando non sono abbastanza infette. E’ comunque una domanda ancora aperta, l’Oms continua a raccogliere dati e ad analizzarli per ottenere maggiori informazioni”.

Un’altra dottoressa, Manisha Juthani, specialista in malattie infettive e professore associato di medicina ed epidemiologia alla ‘Yale School of Medicine’, ha spiegato come forse non è corretto parlare di asintomatici ma pre-sintomatici. Gli individui positivi hanno infatti sintomi lievi o atipici e non tutti sviluppano febbre o tosse. Secondo alcuni dati non pubblicati ma diffusi dalla Cnn:

“Uno studio di aprile ha scoperto che lo spargimento virale, quando le persone potrebbero essere in grado di infettare gli altri, potrebbe iniziare da due a tre giorni prima della comparsa dei sintomi. Inoltre, i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie stimano negli scenari di pianificazione che il 40% della trasmissione del coronavirus si sta verificando prima che le persone si sentano male. Pazienti che non erano asintomatici ma stavano diffondendo la malattia prima di diventare sintomatici. Gli studi sui pazienti di Taiwan e la prima catena di trasmissione europea in Germania hanno suggerito che i veri asintomatici trasmettono raramente. Tuttavia, questi (e molti altri) studi hanno scoperto che può verificarsi una trasmissione paucisintomatica, e in particolare, nello studio tedesco, si è scoperto che la trasmissione spesso si è verificata prima o nel giorno in cui i sintomi sono comparsi per la prima volta”.

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