L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 23 giugno 2020

Il Bitcoin non è una criptovaluta uguale alle altre è unica nel suo genere in quanto è decentrata e, fin'ora, è riuscita a resistere a tutti gli attacchi per eliminarla o gestirla

GIU 21, 2020
Trump aveva chiesto al Segretario del Tesoro di reprimere Bitcoin nel 2018

sulle cripto


Il presidente Donald Trump aveva ordinato al segretario del Tesoro Steve Mnuchin di concentrarsi su una repressione del bitcoin durante una negoziazione sul commercio con la Cina, secondo quanto riferito dall’ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton nel suo libro di prossima pubblicazione.
Una conversazione privata tra Trump e Mnuchin riportata nel nuovo libro di un ex funzionario di stato USA

In un breve scambio in cui si discuteva sull’imposizione di sanzioni e tasse con la Cina, Trump avrebbe detto a Mnuchin: “Non essere un negoziatore commerciale”, ordinandolo invece di: “Stai dietro a bitcoin [per frode]”. “Se non vuoi negoziare, va bene, il tuo team economico farà quello che dici”, ha risposto Mnuchin.

In altre parole, Trump ha ordinato a Mnuchin di investigare su Bitcoin cercando di delegittimarlo con prove di illeciti o frodi all’interno della rete. La conversazione proviene da un estratto del nuovo libro di Bolton, ottenuto dal Washington Examiner. Prevedibilmente, il libro ha già sollevato diverse polemiche. Per il momento, né Trump né altri del suo staff si sono espressi sulla vicenda.
L’ordine dato in un momento dorato di Bitcoin

Si dice che lo scambio sia avvenuto a maggio 2018, nel periodo in cui gli investitori erano molto positivi sul bitcoin dopo che era aumentato del 33% rispetto al dollaro – qui potete trovare la sua quotazione in tempo reale. Non è chiaro dall’estratto cosa specificamente ha portato Trump a ordinare a Mnuchin di reprimere i bitcoin e se i due uomini avessero già parlato delle criptovalute. 

All’epoca, c’erano state anche molte speculazioni su cosa avrebbero fatto i regolatori statunitensi sulla criptovaluta. In quel periodo, le figure del settore chiedevano maggiore chiarezza da parte delle autorità di regolamentazione.

I rappresentanti della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) e della Securities and Exchange Commission (SEC) avevano dichiarato di voler evitare di “ostacolare” l’innovazione.
Trump: “Le criptovalute sono valore basato sul nulla”

Trump ha chiarito abbondantemente i suoi pensieri sul bitcoin la scorsa estate. “Non sono un fan di Bitcoin e altre criptovalute, che non sono denaro e il cui valore è altamente volatile e basato sul nulla”, ha twittato.

“Le attività crittografiche non regolamentate possono facilitare comportamenti illeciti, incluso il commercio di droga e altre attività illegali…” Ma Mnuchin, uno dei membri più longevi dell’amministrazione Trump, ha adottato un approccio più misurato. Potrebbe non avere in programma l’acquisto di bitcoin ma non ha problemi con le iniziative di asset digitali come il progetto Libra, a condizione che aderiscano alle normative statunitensi.

Il libro di Bolton, “The Room Where It Happened”, sarà pubblicato il 23 giugno. Il Dipartimento di Giustizia ha intentato una causa contro Bolton e ha esortato il tribunale a sospendere il rilascio sostenendo che contenga informazioni riservate.

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