L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 19 giugno 2020

Il potere ha sempre ambito a controllare i cittadini in tutti gli aspetti della loro vita, in modo da conoscerli meglio di quanto loro conoscano se stessi, il covid-19 è la foglia di fico per attuare finalmente il controllo totale


ENRICA PERUCCHIETTI

Dopo mesi di bombardamento mediatico, misto di paura e catastrofismo, dopo aver indotto paranoie e creato schiere di delatori, imposto il distanziamento fisico e sociale, sorvegliato i trasgressori e sommerso i cittadini di divieti, regole e multe, ora l’occhio del Grande Fratello si appresta a entrare anche in camera da letto.

Archiviata la task force di Colao, si affaccia infatti una nuova commissione, una moderna Lega anti-sesso di orwelliana memoria in tempo di Covid-19: si tratta della task force

«per il sesso sicuro guidata dal professor Massimo Galli, l’infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano». (leggi articolo del Il Giornale)

L’iniziativa arriva da un progetto di sensibilizzazione creato da Durex – la nota marca di preservativi – in collaborazione con Anlaids.

Come leggiamo su Libero, questa nuova task force si pone l’obiettivo di

«promuovere comportamenti responsabili a livello sessuale» e spingere verso cambiamento della non corretta normalità in tema di abitudini “erotiche” cui eravamo abituati». (Leggi articolo)

Dove finisce però la sensibilizzazione e iniziano il controllo e l’ingegneria sociale?

Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élite dominanti.

Grazie alla biologia, le neuroscienze, la pischiatria e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica, riuscendo a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca.

Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore e un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su se stesso.

Nella società democratica le opinioni, le abitudini e le scelte delle masse vengono cioè indirizzate, come spiegava nel 1928 Edward Bernays – considerato il fondatore delle Pubbliche Relazioni −, nel suo saggio Propaganda da un

«potere invisibile che dirige veramente il paese».

Secondo Bernays la propaganda è fondamentale per “dare forma al caos”.

Le tecniche usate dal potere per plasmare l’opinione pubblica sono state inventate e sviluppate negli anni, spiegava Bernays,

«via, via che la società diventava più complessa e l’esigenza di un governo invisibile si rivelava sempre più necessaria».

Quello che cambia nell’attuale società rispetto a quella immaginata da Orwell o dal sistema di controllo panottico, è che il controllo sociale, grazie da un lato alla sorveglianza tecnologica e dall’altro a tecniche di propaganda e di ingegneria sociale sempre più sofisticate, si è reso invisibile, permanente e capillare e investe tutti in quello che il sociologo Marshall McLuhan ha denominato il “villaggio globale”.

Il potere ha sempre ambito a controllare i cittadini in tutti gli aspetti della loro vita, in modo da conoscerli meglio di quanto loro conoscano se stessi (“Conoscere gli individui e i relativi meccanismi psicologici meglio di quanto loro stessi” è una delle regole auree dell’ingegneria sociale e del decalogo Chomsky), manipolarli alla perfezione, entrare nel loro immaginario per plasmarlo e così facendo, indirizzare i loro pensieri e le loro abitudini e orientare le loro scelte, citando appunto Bernays.

Entrare sotto le lenzuola per dettare linee di guida e comportamenti in ambito sessuale è un tassello che si aggiunge al mutamento culturale e antropologico che stiamo vivendo e soffrendo in questi mesi di emergenza sanitaria.

Il paragone con la Lega Antisesso orwelliana con la sua politica dell’odio, della solitudine e della paura non sembra azzardato.

In 1984, a differenza da quanto immaginato da Aldous Huxley ne Il mondo nuovo, dove i cittadini godono di una saturazione inesauribile di piacere e il sesso è promiscuo (non esiste più la monogmania nè tantomeno la famiglia) vi è una repressione del sesso e delle relazioni amorose, con tanto di Lega giovanile Antisesso (a cui appartiene Julia):

«La repressione sessuale produceva isteria, uno stato d’animo auspicabile, perché poteva essere indirizzato verso la psicosi bellica e verso il culto del capo».

Il matrimonio ha come unico obiettivo la procreazione (è il “buonsesso”, ci si sposa solo per fare il proprio dovere, ovvero procreare, altrimenti si deve perseguire la castità), mentre le relazioni sessuali sono vietate (ci si macchierebbe di “sessoreato”):

«I rapporti sessuali dovevano essere considerati come una sorta di operazione minore, lievemente disgustosa».

Per garantire l’infallibilità del regime, il sistema cerca di distruggere ogni tipo di rapporto umano per spersonalizzare le masse e poterle controllare in maniera totale.

La diffidenza e il sospetto reciproco annullano la possibilità di coalizione e di creare rapporti profondi, intimi, solidali.

All’amicizia ma anche all’amore, all’attrazione e alla passione, si contrappone quindi una politica dell’odio, della paura e della solitudine. (Leggi studio di Danilo Caruso)

L’individuo è abbandonato a se stesso, in modo che non possa fare altro che seguire i precetti del Partito e convogliare la propria passione e le proprie pulsioni nell’adorazione del Gande Fratello:

«Quando fai all’amore, spendi energia; e dopo ti senti felice e non te ne frega più di niente. Loro non possono tollerare che ci si senta in questo modo. Loro vogliono che si bruci l’e­nergia continuamente, senza interruzione. Tutto questo mar­ciare su e giù, questo sventolio di bandiere, queste grida di giubilo non sono altro che sesso che se ne va a male, che di­venta acido. Se sei felice e soddisfatto dentro di te, che te ne frega del Grande Fratello e del Piano Triennale, e dei Due Minuti di Odio, e di tutto il resto di quelle loro porcate?».

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