L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 23 giugno 2020

Il problema dell'abolizione del contante non è solo la lotta alla 'ndrangheta ma il controllo totale di tutte le persone e il che lo rende solo strumento del potere. La lotta alle mafie si fa anche in altri modi, già oggi lo stato sa tutto di tutti, se vuole, e il contante è chiaramente strumentale

Nicola Gratteri: “”Le mafie sono presenti dove ci sono i bisogni della gente”


REDAZIONE Catanzaro, 22 Giugno 2020 • 19:31

“Le mafie sono presenti dove ci sono i bisogni della gente. Tutto si è bloccato quindi nelle aree del sud dove c’è più lavoro nero, da generazioni ci sono famiglie che guadagnano in media 30 euro e con il lockdown non hanno guadagnato neppure quelli”. Così il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri intervistato alla festa dei 10 anni de Ilfattoquotidiano.it. “Quindi le mafie più attente alla pancia e al consenso – ha aggiunto – danno una busta di spesa, 50, 100 euro che sono elemosine ma servono per mantenere il filo tra la gente e la mafia. E quando sarà il momento di votare, le persone si ricorderanno del candidato della mafia”. Inoltre, secondo il magistrato “c’è una distinzione tra il bisogno urgente della gente e le necessità delle categorie produttive che si rivolgono all’usuraio mafioso. Il suo obiettivo non è arricchirsi, ma arrivare a ottenere l’attività per usarla per il riciclaggio”. Gratteri, parlando poi del reddito di cittadinanza, ha sostenuto che ha incontrato l’Anci e la prefettura di Cosenza. “Ho proposto – ha detto – di mandare gli elenchi di chi lo riceve per fare un controllo preventivo perché lo hanno ottenuto anche persone che non ne avevano diritto. Idee buone come le consegne dei tablet o i buoni per la spesa non devono diventare l’occasione per i furbetti”. Gratteri, infine, sul tema della legalizzazione delle droghe, ha sostenuto che le “vere misure utili sono leggi sovranazionali e abolizione del contante”. “Si dice – ha detto il procuratore di Catanzaro – che se noi legalizziamo la marijuana, impoveriamo le mafie, ma le mafie guadagnano per lo più con la cocaina. Inoltre la lotta alla droga si fa con leggi sovranazionali e con l’abolizione del contante”. (ANSA).

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