L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 23 giugno 2020

La corruzione è nel Dna dei Pd, non smetteranno mai

Interrogata l'ex sindaca Siria Trezzi arrestata per corruzione. L'avvocato: "Ha detto di aver agito per migliorare Cinisello"

(fotogramma)

Ai domiciliari da venerdì insieme al marito per una vicenda di concessioni edilizie su un'area commerciale. Ha rimesso le deleghe di consigliera della Città metropolitana

22 giugno 2020

"Ha voluto rispondere, la trasparenza è nel suo modo di essere, questa storia l'ha molto colpita e ha voluto spiegare che quei comportamenti che sono stati ritenuti a favore del privato, in realtà erano a favore della collettività". Così l'avvocato Vinicio Nardo, difensore di Siria Trezzi, ex sindaca di Cinisello Balsamo ai domiciliari da venerdì insieme al marito Roberto Imberti (anche lui ai domiciliari) con l'accusa di corruzione, ha raccontato quello che la sua assistita ha riferito al gip di Monza durante l'interrogatorio di garanzia. E ancora: "Ha spiegato di aver agito per sbloccare cause e contenziosi che inabilitavano iniziative per migliorare Cinisello: non ci aspettiamo che il giudice faccia inversione di marcia, ma credo avrà elementi che gli solleveranno dubbi rispetto alle accuse".


Intanto la Trezzi ha rimesso le deleghe di consigliera della Città Metropolitana di Milano. "Con una lettera datata 19 giugno e indirizzata al Sindaco metropolitano Giuseppe Sala, la consigliera delegata alla Mobilità, Siria Trezzi, ha rimesso le deleghe presso la Città metropolitana di Milano a seguito della vicenda giudiziaria che la vede coinvolta", spiega una nota di Palazzo Isimbardi.

Trezzi, ex sindaca Pd di Cinisello Balsamo, è stata messa agli arresti domiciliari venerdì scorso con l'accusa di corruzione, insieme al marito, Roberto Imberti, e a un ex segretario della giunta cinisellese, Ivano Ruffa.

Secondo le indagini della Guardia di Finanza, iniziate nel 2016, Trezzi e suo marito, con l'ex segretario Ruffa, avrebbero truccato le procedure per le concessioni edilizie a favore di un immobiliarista che chiedeva di ampliare un'area commerciale; il tutto in cambio di favori e, nel caso di un consigliere comunale coinvolto nella vicenda, anche di denaro contante.

Dopo la mancata rielezione del 2018, Trezzi era entrata nella segreteria metropolitana del Pd milanese come responsabile trasporti e poi aveva ricevuto la carica di 'consigliere delegato', una sorta di assessore, nella ex istituzione provinciale. Venerdì stesso si è autosospesa dal partito, e ora si è dimessa anche dal secondo incarico.

Nessun commento:

Posta un commento