L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 1 giugno 2020

La politica estera dell'Italia è dettata dalle oltre 120 basi statunitensi disposte sul nostro territorio, ma comunque nel margine di manovra consentiteci siamo assenti. E' evidente che abbiamo dei rapporti con la Turchia fatti in segrete stanze e quindi abbiamo paura anche della nostra ombra. Altro che Strategia del Mare Nostrum

MONDO
Come Egitto e Cipro si alleano in funzione anti Turchia

di Giuseppe Gagliano
31 maggio 2020



Che cosa studiano Egitto e Cipro nel Mediterraneo. L’articolo di Giuseppe Gagliano

La conversazione telefonica svoltasi il 29 maggio tra il presidente egiziano e il suo omologo cipriota non può essere considerata una conversazione di natura meramente formale cioè priva di significato e di implicazioni geopolitiche.

Al contrario le tematiche affrontate, stando a quanto indicato dal periodico egiziano Egypti Indipendent, hanno toccato nodi cruciali per la sicurezza del Mediterraneo orientale.

È infatti estremamente significativo in primo luogo il fatto che il presidente cipriota abbia esplicitamente posto l’enfasi sul ruolo rilevante che l’Egitto ha svolto per il mantenimento della stabilità dell’area del Mediterraneo orientale.

In secondo luogo il fatto che il presidente cipriota abbia sottolineato il ruolo di partner strategico dell’Egitto rappresenta un’ulteriore prova del fatto che Cipro stia sempre più consolidando i suoi legami con l’Egitto in funzione di contenimento antiturco.

In terzo luogo avere evidenziato come la questione libica sia una questione centrale equivale ad affermare che tra Cipro ed Egitto si renderà necessario un maggiore coordinamento soprattutto con lo scopo di respingere le interferenze straniere (chiara allusione questa alla Turchia).

In quarto luogo i due leader politici hanno sottolineato la necessità di rafforzare la cooperazione con la Grecia, esigenza questa già espressa dal ministro degli Esteri egiziano ai primi di maggio che, insieme ai suoi omologhi di Grecia, Cipro, Francia ed Emirati, aveva posto al centro dell’attenzione la pericolosità rappresentata dalla Turchia sia per la stabilità del Mediterraneo orientale sia per la salvaguardia delle zone economiche esclusive di Cipro la cui sovranità viene violata sistematicamente dalla Turchia.

È estremamente significativo osservare che quanto indicato in questa riunione non faccia altro che legittimare ulteriormente le conclusioni alle quali si era giunti in un precedente incontro svoltosi nel dicembre del 2019.

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