L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 30 giugno 2020

La politica ha decretato che il Progetto Criminale dell'Euro è ancora funzionale all'economia tedesca


BCE vs Germania, è finita: c’è il verdetto del Bundestag sul QE

30 Giugno 2020 - 08:45 

Lo scontro sul QE esploso tra la BCE e la corte costituzionale tedesca è arrivato al punto di svolta: la pronuncia del Bundestag è arrivata


Lo scontro tra la BCE e la corte costituzionale di Germania sul Quantitative Easing sta giungendo al capolinea.

Le indiscrezioni di stampa riportate qualche ora fa da Reuters hanno alzato il velo su un documento, al momento non ancora pubblicato, con cui il Bundestag (il parlamento federale) avrebbe definitivamente espresso il proprio parere sulla spinosa questione.

Sullo scontro BCE-Germania poi sarebbe comparsa anche una lettera inviata dal ministro delle Finanze Olaf Scholz al presidente della Camera.

BCE, Germania e QE: le novità

Il 5 maggio scorso la sentenza della corte costituzionale tedesca ha fatto scalpore. I giudici hanno messo in dubbio il Quantitative Easing e hanno lanciato alla BCE un vero e proprio ultimatum di tre mesi entro i quali giustificare il programma, pena l’uscita della Bundesbank dallo stesso.

Qualche giorno fa, l’istituto centrale ha permesso alla Germania di visionare alcuni documenti riservati riguardanti la sua politica monetaria con l’obiettivo di sbloccare la spinosa questione. Nelle ultime ore, invece, sono stati compiuti nuovi passi in avanti.

Stando a quanto riportato da Reuters, che ha citato una bozza di documento del Bundestag, quest’ultimo avrebbe ormai concluso che la BCE ha soddisfatto i requisiti di proporzionalità con il suo programma di stimolo principale, il Quantitative Easing.

Nel documento, i conservatori della Merkel, i partner della coalizione socialdemocratica, l’opposizione liberal-democratica e i verdi avrebbero dichiarato:

“Il Bundestag tedesco ritiene plausibile la presentazione della BCE sull’attuazione di una valutazione di proporzionalità e di conseguenza soddisfatti i requisiti della sentenza BVerfG (corte costituzionale) del 5 maggio 2020.”

Sullo scontro tra Germania e BCE ieri è trapelata (ancora sulle pagine di Reuters) anche una lettera inviata dal ministro delle finanze tedesco Olaf Scholz al presidente della camera, nella quale è stata nuovamente ribadita la legittimità del QE:

“Il ministro federale delle finanze è convinto che il Consiglio direttivo della BCE... abbia dimostrato una verosimile proporzionalità per quanto riguarda il PSPP”.

La decisione del Bundestag, se ufficializzata, permetterà di gettare acqua sul fuoco dello scontro tra la BCE e la Germania sul Quantitative Easing, uno scontro che ha portato i più scettici a temere per il futuro delle azioni dell’istituto centrale e per la tenuta dei suoi programmi di acquisti nel pieno dell’emergenza coronavirus.

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