L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 2 giugno 2020

La storia è storia - gli ebrei-palestinesi sionisti hanno iniziato a rubare terra ai palestinesi nel 1947 . La Crimea volontariamente ha aderito ad essere integrata nella Russia i Pardo non lo sanno

ESTERI
Martedì, 2 giugno 2020 - 09:03:00
Israele si annette una parte dei Territori
L'opinione di Gianni Pardo


L’Ansa parla di ordini dati al Capo di Stato Maggiore da Benny Gantz, definito “prossimo premier” di Israele, perché siano accelerati i preparativi relativi (sempre secondo l’agenzia) alla possibile annessione di parti della Cisgiordania, “prevista ai primi di luglio”. Se la notizia si rivelerà vera, conoscendo il nostro pianeta, possiamo già prevedere una generale e indignata levata di scudi. Come, annettersi una parte di territorio appartenente ad un altro Stato, e questo soltanto in base alla logica del più forte? Israele è indubbiamente uno Stato criminale. Qualcuno per favore lo moderi. Qualcuno lo freni, gli metta la museruola, lo elimini.

Purtroppo, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, “la caccia all’ebreo non è più gratuita” E quel doveroso compito non possono assumerselo gli arabi. Ma almeno gli Stati Uniti, che sempre “vengono buoni” in questi casi, perché non fanno qualcosa? L’Onu, che si è sempre mostrata severissima, riguardo a quel piccolo Paese, ora avrebbe l’occasione di mostrarsi fattiva: perché non si muove? E in mancanza di costoro, perché non si attiva, l’arcangelo Gabriele, sperando che non sia egli stesso ebreo?

Che andrà così è già dimostrato dal fatto che l’Ansa – neutrale e asettica per definizione – parla di Cisgiordania. Cosa che fa sorridere. Semplicemente perché, o la Cisgiordania non esiste se non come dato geografico (sarebbe la “West Bank”, la riva occidentale del Giordano), o comprende anche Israele. Dunque Israele dovrebbe annettere delle parti di Israele.

In realtà chi ha scritto quella breve nota(1) non sapeva come meglio esprimersi. Non poteva scrivere Giordania perché, dopo la Guerra dei Sei Giorni, a scanso di fastidi e di spese, questo Paese ha volontariamente rinunciato alla sua sovranità su quel territorio. Non poteva parlare di Palestina, perché la Palestina non è uno Stato e perché eventualmente ne farebbe parte Israele. Poteva soltanto chiamare quell’entità “Territori Occupati”, ma a quanto pare spiaceva riconoscere che oggi Israele esercita la sua sovranità anche su quei territori. Né esiste uno “Stato Palestinese” perché, anche se è riconosciuto da qualche amico, esso non dispone del controllo del territorio. La stessa autonomia amministrativa concessa al “governo” di Ramallah è “octroyé”, cioè esiste se e nella misura consentita dalla potenza occupante. Insomma attualmente, dal Mediterraneo al Giordano c’è un solo Stato, Israele, e non c’è nemmeno uno Stato occupato, come sarebbe se la Giordania non avesse rinunziato alla sua sovranità..

Ma passiamo al vero problema. La prima domanda è: Israele ha il diritto di annettersi una parte dei Territori Occupati? Ed è una domanda sbagliata. Quella giusta è: c’è una parte dei Territori Occupati che Israele non ha il diritto di annettersi? E la risposta è “no”.

Gerusalemme potrebbe annettersi l’intero territorio semplicemente perché ha vinto la Guerra dei Sei Giorni, nel 1967. Da che mondo è mondo, la stragrande maggioranza delle frontiere fra gli Stati è stabilita dalle guerre. Perché la frontiera tra la Francia e l’Italia non è più al valico del Moncenisio, come è stato fino al 1940? Perché la Francia ha vinto la guerra e l’Italia l’ha perduta. E perché l’Istria non è più italiana? Per la stessa ragione. E perché non è italiana la Dalmazia? Perché non è italiana l’Albania? E con questo ci stiamo soltanto occupando dell’epoca contemporanea e della nostra Italietta. Ma l’intera storia del mondo sta lì a dimostrare che le annessioni da parte del vincitore sono una costante. In passato andava già bene quando la popolazione indigena non era espulsa o semplicemente massacrata. L’Andalusia si chiama così perché vi si installarono i Vandali e la Lombardia ha preso il suo nome dai Longobardi, i barbari dalla lunga barba che la occuparono.

Ma – dirà qualcuno – questa è storia antica. Cose del genere non dovrebbero più avvenire, anzi, non avvengono più. Ovviamente chi dice questo non ricorda che la Russia Sovietica, dopo essersi annessi gli Stati Baltici nel 1940, si annesse poi l’intera Prussia Orientale e larghe porzioni della Polonia (che non l’aveva aggredita ed era una vittima di Hitler), compensandola poi con larghe porzioni di Germania orientale. E la Russia, qualche mese fa, non s’è annessa la Crimea ucraina?

Dunque lo scandalo riguardante Israele è puramente politico o, per essere più precisi, antisemitico. Gli israeliani probabilmente hanno commesso un errore quando non si sono annessi buona parte di quei territori immediatamente alla fine della guerra, quando ancora la gente non l’aveva dimenticata. E non aveva dimenticato che Israele era stata il Paese aggredito, non il Paese aggressore.

In ogni modo, sarà triste vedere persone disinformate parlare di vicende del genere, senza avere nozioni di storia. Saranno come degli analfabeti che vogliono discutere di fisica nucleare. Ma già, questa è l’epoca in cui uno vale uno. Cioè un imbecille vale quanto un altro imbecille.

Nessun commento:

Posta un commento