L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 22 giugno 2020

Mascherine - La pagliacciata imposta per legge agli italiani - L'importante e che le indossi, poi se sono piene di microbi, che non vengono cambiate dopo qualche ora, che sono fatte a casa, che diventano di moda con disegnini e bandiere varie non ha importanza, sfido le forze dell'ordine&quelle sanitarie a controllarle se svolgono il loro lavoro. Sono un'accozzaglia, un insieme di microbi che hanno trovato/trovano terreno fertilissimo. I commercianti, i negozi aperti al pubblico, dal pane e pasta, all'autosalone costretti ad ammalarsi, respirare quel crogiolo di batteri e virus .... L'imbecillagine dei nostri governanti non finisce mai di stupire

Covid, Zangrillo: «A fine mese diremo addio alle mascherine»

Venerdì 19 Giugno 2020


Per quanto tempo ancora dovremo indossare la mascherina? Secondo Alberto Zangrillo, medico storico di Silvio Berlusconi e primario di anestesia e rianimazione del San Raffaele, ancora per poco. «Il lockdown è stato efficace, anche se drammatico per l'economia. Il distanziamento intelligente è una buona misura. Ma se continueremo a comportarci bene, se seguiremo le norme igieniche che ben conosciamo, sono certo di una cosa: a fine mese, almeno all'aperto (?!?!), faremo a meno delle mascherine».

In un'intervista al QN Zangrillo, che nelle scorse settimane si era scontrato con altri colleghi per la sua dichiarazione sul virus che «clinicamente non esiste più», ha detto: «Il Covid 19 c'è ancora, non è mutato, ma l'interazione virus-ospite non dà più la malattia. I tamponi più recenti hanno mostrato una carica virale di gran lunga attenuata rispetto ai prelievi di uno-due mesi fa», evidenzia.

Secondo Zangrillo «è ora di ribadire una cosa: un paziente positivo non è malato. E il numero giornaliero dei contagi non ingrossa le fila dei malati. Punto». «Gli italiani sono già stati terrorizzati abbastanza. E soprattutto disinformati. Ciò malgrado hanno saputo capire: ora diciamogli le cose come stanno», afferma Zangrillo. «Certo è essenziale che si comportino con la diligenza del buon padre di famiglia, per usare le parole del codice civile. Le precauzioni devono restare».

Nessun commento:

Posta un commento