L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 19 giugno 2020

Mattarella Mattarella ma che dici



“Riconosce, Mattarella, che è stata la stessa magistratura a scoperchiare il verminaio. Ma gli sembra che, a questo punto, la rigenerazione e il recupero di «autorevolezza e prestigio» di chi amministra la giustizia debba passare attraverso una spinta interna. Insomma: la responsabilità del cambiamento spetta anzitutto ai magistrati. I quali devono ritrovare un ethos comune a partire dal ripudio di certi metodi (un intreccio di manovre, scambi, trame, guerre per bande, favori ai partiti, smanie di carriera) e imponendosi di rifondare le logiche di schieramento cui le correnti sono approdate, degenerando con ibridazioni politiche.” Il Corriere.

Manovre, scambi, trame, guerre per bande, favori ai partiti, smanie di carriera. Queste cosettine si possono risolvere con la “spinta interna” dei magistrati che ritrovano un “ethos”. Quello che il signor Mattarella da Palermo non dice, perché varrebbe per tutti, è che i magistrati non sono “corrotti” a posteriori dalle fatiche dell’incarico, al contrario, come qualsiasi “categoria” sono espressione di quello che l’Italia e gli Italiani possono offrire.

I magistrati arrivano all’incarico adulti, già formati con le idee che poi metteranno in pratica, cioè considerano “manovre, scambi, trame, guerre per bande, favori ai partiti e carriera” come il normale funzionamento della vita professionale e personale. Lo “ethos” che Mattarella cerca dentro la Magistratura non può esistere solo li per intervento divino, non è la illuminazione del sancta sanctorum, può crearsi ed esistere solo nella popolazione generale, essere trasferito ai giovani con l’educazione e portato in ogni ambito, inclusa la Magistratura. Ergo, invertendo il ragionamento, se non c’è lo “ethos” tra i magistrati significa che non c’è da nessuna parte, non c’è tra i geometri, non c’è tra i neurochirurghi, non c’è tra i benzinai o che ne so, tra le estetiste.

Ammettendo per ipotesi che esista una percentuale della popolazione con lo “ethos” richiesto, il problema diventa “come fare in modo che questa parte della popolazione esprima la “classe dirigente”” e poi diventa “come fare in modo che i magistrati siano selezionati all’interno di questa quota di popolazione dotata di “ethos””. Prima ancora, lo vogliamo fare? Vogliamo reclutare i magistrati dotati di “ethos”? Secondo me no, per le ragioni che dicevo sulla logica seguente la fondazione dell’Italia repubblicana. La magistratura italiana, cosi come ogni altra manifestazione istituzionale, da sempre deve rispondere ad altri, non agli Italiani. Da cui la famosa “indipendenza della Magistratura”. Indipendenza da cosa, bisognerebbe chiedersi. La risposta è palese, indipendenza dagli Italiani. Metti che un domani gli Italiani si ribellino. Tutta la macchina deve essere progettata per rendere l’auto-determinazione impossibile.

Qual è la popolazione che meglio si adatta ad una macchina disegnata per impedire la auto-determinazione? Ecco, tra quella gente bisogna reclutare i magistrati e in generale tutti i pubblici ufficiali. Che poi saranno quelli che ti chiedono la versione “n” della “autocertificazione” anche se è palesemente priva di senso logico e anche anticostituzionale. Senza battere ciglio, perché l’importante è l’atto della imposizione e la manifestazione di pubblico ossequio. In privato, tutti fanno come i magistrati.

Infatti, un’altra cosa assurda che dice il signor Mattarella è che i magistrati si devono ispirare in ogni momento alla Costituzione. Sono parecchi anni che esiste il progetto di emendare e abolire la Costituzione in funzione di vari interessi, nessuno dei quali coincidente con quello del Popolo, della Nazione e dello Stato. I magistrati non hanno alcun problema ad affermare che il Diritto non discende più dalla Costituzione italiana ma dalle “norme internazionali”, ignorando a bella posta come, dove, chi forma questo “diritto internazionale” a cui quello italiano viene subordinato tramite la succiata “indipendenza”. Viviamo in un’epoca in cui il Parlamento, a cui la Costituzione assegnava la supremazia come Potere Legislativo di una Repubblica Parlamentare, non serve più a niente, si limita a ratificare per prassi i decreti governativi. Il Potere Esecutivo, cioè il Governo, viene imposto agli Italiani dai “mercati” o dalla “europa” e quindi lavora conto terzi. Il Potere Giudiziario è autocefalo, si determina da sé e lo fa nella logica descritta sopra, quella dell’Italia dei Lanzichenecchi.

Il Corriere fa finta di non saperlo e cita il signor Mattarella che fa finta di non saperlo con un articolo che verrà letto da gente che fa finta di non saperlo. Però, attenti, tutti in ginocchio per il nero ucciso dalla Polizia in una località degli USA che nessuno saprebbe collocare sulla mappa. Quelle sono le cose importanti.

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