L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 30 giugno 2020

Mentre in Italia i giornaloni e i giornalisti di professione o hanno ignorato la proposta di Savona o l'hanno criticata in Austria l'hanno applicata. L'élite italiana lavora da sempre contro i governati. Così è se vi pare

Il suggerimento del prof. Savona l’ha seguito l’Austria

Maurizio Blondet 29 Giugno 2020

“L’Austria ha appena emesso un titolo di debito a 100 anni (!) con un rendimento inferiore all’1%. L’appetito degli investitori per un rendimento sicuro è enorme; la domanda è stata oltre 10 volte l’offerta”, annuncia stupefatto Philip Heimberger, economista all’università Keplero di Linz, e chiede: “ Perché gli altri paesi dell’Eurozona non seguono l’esempio?”.

Una delle risposte può essere: perché è simile alla proposta del professor Paolo Savona – che ha suggerito al governo di emettere, per raccogliere il risparmio degli italiani, un titolo irredimibile che paghi il 2 per cento d’interesse, esente in perpetuo di imposte di successione. Anzi la proposta di Savona era ancora meglio perché, mentre “ogni titolo di debito, anche a lungo temine come i centennali, deve essere contabilizzato nel debito e quindi all’interno dei rapporti debito/PIL, lo stato, invece, non contabilizzerebbe i titoli irredimibile all’interno del rapporto debito/PIL, quindi permetterebbero un riavvicinamento ai parametri di Maastricht”.

Ovviamente, qualunque cosa dica Savona incontra il rifiuto generale e preconcetto. Qualche sera fa, in una trasmissione a Rete 4, quando fu evocata la soluzione Savona, Pierangelo Buttafuoco (culturalmente inadatto al tema) lo trovò “suggestivo” ma inapplicabile “perché ci manca la sovranità, l’ Europa non lo permetterebbe”, ma soprattutto quattro donnette lo respinsero con smorfie di disgusto, come un’enormità sconveniente, con l’automatismo di cani di Pavlov. Ricordo che una delle donnette , storcendo la bocca, sibilò più o meno: e chi vuole che accetti un titolo irredimibile! Rivelando così la sua abissale ignoranza, perché gli si sarebbe dovuto rispondere: “Lei, per esempio” Perché infatti le banconote sono precisamente questo: titoli di debito irredimibili. Che nemmeno rendono un interesse.

Il punto è che titoli irredimibili proposti da Savona sono appunto usabili come moneta per “transazioni relative ad investimenti”, vincerebbero la deflazione imposta dall’euro; Savona li ha proposti come “prestito di guerra” per finanziare imprese italiane di piccole medie dimensioni che competano sul mercato internazionale”, in qualche modo analoghi agli “effetti MeFo” del Reich. I titoli irredimibili “sono” moneta. Moneta alternativa.

Paura dei reticolati UE

Temo che proprio questo terrorizzi o provochi revulsioni anche agli ignari del tema: come se toccassero il filo elettrificato del Lager Europa, la paura di “creare moneta, fatto “illegale”, tabù inviolabile. Solo in questo senso Buttafuoco ha potuto ritenere che la UE “non lo permetterebbe”: altra rivelazione di ignoranza – la UE non può né vuole vietare l’appello al risparmio nazionale – ma soprattutto di paura: ci siamo così abituati al Lager, da vederne i reticolati elettrici anche dove non sono. 

Il risparmio finanziario degli italiani si valuta (o valutava prima del virus) a 4.400 miliardi. Btp redimibili esentasse, con rendimento al 2%, sarebbero sottoscritti con entusiasmo per lo stesso motivo per cui i mercati hanno voluto i titoli austriaci a 100 anni all’1% (anzi meno: 0,88%): sete di rendimenti, anche minimi, in un mondo di tassi negativi.

Si potrebbero facilmente raccogliere, diciamo 300 miliardi; da fare a meno di MES di cui tutti i media e i politici fanno la propaganda, in queste ore, con intensità comica ed ossessiva ripetitività – che tradisce l’odore di propaganda ideologica totalitaria: hanno ricevuto un ordine, i media,e si prodigano, ridicolmente, proprio come continuano riferire “le cifre della pandemia” e “i nuovi positivi” insieme alla profezia di Gates: “La nuova epidemia attirerà l’attenzione” (e lui lo sa, infatti: ciome si fa a non capire).


Il vero motivo di un fallimento della raccolta dei titoli irredimibili di Savona, sarebbe la sfiducia nell’attuale governo, nella sua insipienza malevola, incapace di elaborare un progetto che sia uno di rinascita economica.

Un tizio ha scritto invece su “InvestireOggi” che “I BTp irredimibili di Savona hanno il sapore di un ricatto ai risparmiatori italiani”.

Perché? Savona “ha avvertito le famiglie italiane che, se non sottoscrivono abbastanza titoli senza scadenza, lo Stato prenderà quei soldi comunque con una patrimoniale” Ma questa in che senso è una minaccia? Savona non è al governo e non potrebbe attuarla, nemmeno volendo. Ha solo descritto oggettivamente quello che farà questo governo: se non raccoglie i risparmi italiani coi titoli irredimibili, dovrà ad un certo punto prenderli con una imposta patrimoniale. Cosa che lui ovviamente non auspica perché,da quel grande economista che è (e non un Gualtieri) sa che una patrimoniale aggraverebbe la deflazione e renderebbe irreversibile la rovina economica.

Che volete farci. E’ uno dei maggiori problemi italiani che ignoranti possano giudicare e valutare in video idee come quelle del professor Savona, liquidandole presso l’opinione pubblica con una battuta.

Sui titoli austriaci a 100 anni allo 0,88 per cento, di cui Vienna ha offerto 2,3 miliardi e i “mercati” ne hanno chiesto dieci volte di più, concludo che sono un cattivo investimento: dal 1786 l’Austria ha fatto bancarotta sul suo debito pubblico 8 volte, dicesi otto. Una ogni 28 anni. Strano che lo spread austriaco non rifletta questa tendenza ricorrente al default….

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