L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 20 giugno 2020

NoTav - Non ci facciamo prendere in giro. La Torino-Lione già esiste e passa per il Frejus e le aziende non usano le rotaie preferiscono il trasporto in gomma. Non si fa un'opera di miliardi, dannosa per guadagnare solo mezz'ora

L’INFRASTRUTTURA
Tav, perché l’Europa boccia la Torino-Lione: il caos sugli studi di fattibilità e la replica Telt

di Fabio Savelli18 giugno 2020

«Costi troppi alti e benefici solo a lungo termine»

C’è un inaspettato fronte che arriva dalla Ue sulla Torino-Lione. Inaspettato perché Bruxelles ha sempre incoraggiato l’opera stimolando Italia e Francia nella realizzazione del tunnel di base per strutturare il corridoio 5 da Lisbona a Mosca. La direttrice su cui poggia l’infrastruttura di cui sono appena partiti i bandi sul lato francese con estremo ritardo viste anche le resistenze italiane, soprattutto dei Cinque Stelle. Ora la Corte dei Conti stila una relazione sui progetti speciali dedicati al trasporto ed è un colpo ai fautori dell’infrastruttura proprio all’avvio del Green Deal europeo che convoglia straordinarie risorse comunitarie per incoraggiare il trasporto merci su rotaia. Scrive la massima magistratura contabile europea come i costi siano quasi raddoppiati rispetto al progetto iniziale. Denuncia il ritardo nell’esecuzione dei lavori – almeno 15 anni – nettamente superiore alla media Ue per progetti simili. Sostiene che persino la sostenibilità economica a lungo termine sia a rischio. I benefici ambientali si farebbero sentire soltanto tra 25-50 anni dopo la conclusione dei lavori. Lavori che la Corte dei Conti ritiene che “verosimilmente” non termineranno entro il 2030.

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