L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 18 giugno 2020

NoTav - opera inutile dannosa costosa la Corte dei Conti di Euroimbecilandia lo dice a chiare note, i politicanti euroimbecilli italiani dovrebbero già saperlo. E' un'opera che distribuisce solo prebende e privilegi, lo vogliono nelle Segrete Stanze

TAV IN VAL DI SUSA, ARRIVA LA STRONCATURA DELLA CORTE DEI CONTI UE: “E’ INUTILE E COSTOSA”

Pubblicato 18/06/2020

DI RAFFAELE VESCERA


Noi lo denunciamo da anni e gli abitanti della Val di Susa si oppongono da sempre all’immane e inutile opera di sventramento della loro Valle in Piemonte, dal costo stratosferico finale di 12 miliardi di Euro. I soli 12 km di tunnel del tratto italiano ne costeranno 3,5, all’iperbolica cifra di 300 milioni di euro a km. E’ giustificata questa folle spesa, considerando che questa cifra basterebbe per rifare l’intero sistema ferroviario del Sud, dallo Stato lasciato fatiscente?
Ora arriva la pesante Stroncatura dell’Eca, la Corte dei conti europea: “Non sarà terminato nel 2030, il traffico è sovrastimato, l’opera è antieconomica e inquina di più farla”. In sostanza, la linea alta velocità Torino-Lione, antieconomica e altamente inquinante, dai costi cresciuti enormemente e non più necessaria dopo tanti anni dalla sua progettazione, giustifica ampiamente il dirottamento dei fondi europei verso altre opere necessarie, più di tutto al Sud, lasciato in mutande dalla perenne politica del “prima il Nord”, che ha garantito una colossale spartizione di tangenti e profitti ingiustificati ai soliti grandi gruppi finanziari del Nord che fanno il bello e il cattivo tempo, orientando le scelte governative a loro piacimento. I numerosi arresti di imprenditori e dirigenti parlano chiaro.

E’ una follia sventrare la Val di Susa, nonostante tanti validi motivi per non farlo, il primo dei quali è che tra Torino e Lione esiste già una ferrovia elettrificata a doppio binario, la linea storica del Frejus, che negli anni è stata sottoposta a numerosi ammodernamenti, fino a quelli conclusi nel vicino 2011, con vari adeguamenti tecnici costati centinaia di milioni di euro, in seguito ai quali è pienamente in grado si supportare il traffico presente e futuro.

Ecco di seguito altre semplici ragioni per non fare il nuovo traforo, riscontrate dall’ing. Erasmo Venosi:
– Si sostiene la necessità di costruire una nuova linea a causa della saturazione della linea storica. Falso, perché lo stesso commissario Virano ha dichiarato che “la linea storica non è satura e presenta un rilevante potenziale di crescita”.
– Si sostiene la necessità di costruire una nuova linea ferroviaria per favorire la decongestione del traffico merci in autostrada, anche in previsione di un maggior transito di merci e di persone. Falso, perché i dati del traffico autostradale merci che secondo le previsioni sarebbe stato di 13 milioni di tonnellate l’anno, nel 2010 è stato solo di 3,9 milioni tonnellate, mentre nel 2012 i treni passeggeri erano soltanto tre al giorno, in entrambe le direzioni.
– Si sostiene la necessità di scavare una nuova galleria, più larga, per permettere il transito di treni merci che trasportino container di dimensioni maggiori degli attuali. Falso, perché i costosi lavori recentemente effettuati sulla linea storica permettono già il passaggio delle sagome più grandi in circolazione in Europa, di profilo P45. Sagome maggiori non sono compatibili alla circolazione delle linee esistenti, in Italia, come in Francia e in Spagna.
– Si sostiene che la nuova linea sarà ad alta velocità per treni passeggeri e merci. Falso, perché i treni passeggeri viaggerebbero ad una velocità massima di 220km l’ora ma non su tutte le tratte, come nel tracciato torinese, dove la velocità massima sarebbe di 120–160 km/h, mentre per i treni merci sarebbe di 100–120 km/h. Ergo La linea non può essere considerata ad alta velocità, poiché non raggiungerebbe i parametri minimi di 250 km/h per essere tale. Inoltre, le linee ad alta velocità francesi TGV non prevedono il trasporto merci, ma solo quello passeggeri, ed i francesi non hanno alcuna intenzione di modificarle, dunque le merci provenienti dalla Francia viaggerebbero sulla linea convenzionale.
– Si sostiene che la nuova linea ridurrebbero sensibilmente i tempi di percorrenza. Falso, perché il risparmio di tempo è di soli 48 minuti che, in considerazione del basso numero di passeggeri, non è considerato sufficiente dalle stesse FS per giustificare il costo del nuovo tunnel.
– Si sostiene che l’impatto ambientale non sarà dannoso. Falso, perché scavando un nuovo traforo, bisogna smaltire quattro milioni di metri cubi di detriti, operazione da svolgere mediante il trasporto su 200 mila camion tra Susa e Venaus, per essere poi da qui trasportati su dieci chilometri di teleferica nella cava di Carriere du Paradis, a 2000 metri.

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