L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 4 giugno 2020

Per l'euroimbecille a Palazzo Chigi il covid-19 non è scomparso, e non risulta che nessuna lo abbia detto, ma che abbia perso la sua virulenza questo è il dato da citare e su questo bisogna programmare le attività di tutta l'Italia. O e malafede o ignoranza, chi legge secondo la sua sensibilità può far sua la prima o seconda convinzione

Italia
3 Giugno 2020
Ripartire con prudenzaConte: «Dati incoraggianti ma il virus non è scomparso»
Linkiesta
Il presidente del Consiglio torna a parlare nel giorno in cui sono stati riaperti i confini tra le regioni: «Ci meritiamo il sorriso e l’allegria dopo settimane di duri sacrifici». E annuncia una serie di incontri con le parti sociali a Palazzo Chigi per gestire gli aiuti europei

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante la conferenza stampa del 26 aprile

«A distanza di circa un mese dal 4 maggio i numeri, possiamo dirlo con relativa prudenza ma con chiarezza, sono incoraggianti». A dirlo durante la conferenza stampa nel cortile di Palazzo Chigi è il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

«Non si segnalano situazioni critiche su tutto il territorio nazionale. Il trend è in costante diminuzione dalla Lombardia alla Sicilia» ha ribadito il presidente del Consiglio.

«Ci meritiamo il sorriso e l’allegria dopo settimane di duri sacrifici. Ma è bene ricordarci sempre che se siamo tra i primi Paesi europei che può riavviare le attività e le condizioni di vita in sicurezza è perchè abbiamo accettato tutti insieme di modificare in maniera radicale le nostre abitudini di vita», ha proseguito Conte.

Nonostante la fine delle restrizioni, il premier ha sottolineato che «le uniche misure efficaci contro il virus sono distanziamento fisico e uso, ove necessario delle mascherine. Abbandonare queste precauzioni è una grave leggerezza».

«Dobbiamo fare i conti con l’emergenza economica e sociale. Ci rendiamo conto dei ritardi – ha aggiunto il premier – ci rendiamo conto che ci stiamo confrontando con una legislazione che non era affatto pronta a erogazioni così generalizzate. Di questi ritardi ho chiesto già scusa e stiamo intervenendo per pagare più velocemente bonus e ammortizzatori sociali».

«Questa crisi deve essere un’occasione per superare i problemi strutturali e ridisegnare il Paese» ha poi affermato Conte.

Durante la conferenza stampa il premier ha fatto il punto anche sulle misure economiche che serviranno a rilanciare l’Italia nel post Covid-19. «Stiamo intervenendo per pagare più bonus e ammortizzatori sociali» rilanciando «gli investimenti pubblici e privati, e tagliando la burocrazia» continua Conte.

Per quanto riguarda il Mes, invece, Conte afferma: «Come ho già detto, quando avremo tutti i regolamenti lì porterò in Parlamento e con il Parlamento decideremo. Ricordo che è un prestito, vanno valutate una serie di previsioni inserite nel regolamento».

Per quanto riguarda il Mes invece, Conte afferma: «Come ho già detto, quando avremo tutti i regolamenti lì porterò in Parlamento e con il Parlamento decideremo. Ricordo che è un prestito, vanno valutate una serie di previsioni inserite nel regolamento».

Sul versante turismo, il premier affronta la questione delle aperture. «Ci sono alcuni Paesi che ritengono di adottare alcune misure nei confronti di Paesi con curva di contagio più elevata. Non c’e’ motivo che Paesi come Austria o Grecia adottino misure discriminatorie nei confronti dell’Italia, non vorrei pagassimo un lavoro fatto con trasparenza e severità».

E ha aggiunto: «I ministri Di Maio, Amendola, Franceschini e Speranza si stanno dando tanto da fare per non arrivare a queste decisioni che ritengo inaccettabili. Sono sicuro che convinceremo i nostri amici che non è giustificata una decisione del genere».

In merito alle concessioni a Autostrade, «il governo deciderà sulla revoca della concessione a Aspi, gli estremi ci sono», spiega Conte. «Per ora – ha detto il premier – le proposte transattive si valuteranno se sono vantaggiose»

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