L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 25 giugno 2020

Politici, mine vaganti al soldo delle case farmaceutiche, e li paghiamo anche



Tarro: «Vaccino in autunno per tutti contro l’influenza? Chi lo dice andrebbe denunciato»

mercoledì 24 giugno 8:30 - di Liliana Giobbi


L’idea del vaccino antinfluenzale a tappeto per tutti non piace a Giulio Tarro. Non è necessario per il coronavirus. Anzi, è peggio. Il famoso virologo non è d’accordo con chi lo propone per contrastare l’ondata in autunno. Secondo lo scienziato, l’obbligo non è assolutamente necessario e chi lo propone meriterebbe di essere denunciato. Tarro, in un’intervista pubblicata sul SalernoSera, lo dice chiaro e tondo.

Tarro contro il “vaccino universale” in autunno

«C’è un lavoro americano conosciutissimo», afferma Tarro, «commissionato dal Pentagono. Ha dimostrato che nel 28% dei casi un coronavirus come questo viene attivato soprattutto nei soggetti che hanno fatto la vaccinazione antinfluenzale». «A suo tempo anche il primo ministro inglese disse che era necessario proteggere gli anziani, quelli che erano affetti da altre patologie. E soprattutto coloro che si erano recentemente vaccinati contro l’influenza stagionale».

«Le fesserie lasciamole ai tuttologi

Il vaccino antinfluenzale possa addirittura attivare il coronavirus? «Non lo dico io: ci sono studi scientifici che hanno approfondito il problema. Sia chiaro: non possiamo vaccinare la gente per fare una migliore diagnosi di coronavirus. Queste fesserie lasciamole ai tuttologi», conclude Tarro.
Dallo “state tranquilli” allo “state attenti”

Non solo la questione vaccino. Continua il braccio di ferro tra gli esperti. Dopo quelli “ottimisti” arrivano quelli “allarmisti”. «Non possiamo aspettarci che SarsCov2 sparisca come la Sars, nel giro di un’estate. Ci sono milioni di contagiati in tutti e cinque i continenti». Lo dice al Fatto Quotidiano il virologo Andrea Crisanti, dell’Università di Padova. «È soltanto diventato meno probabile infettarsi in Italia in questo preciso momento» Questo, «per l’effetto positivo del lockdown, delle mascherine e della distanza. E del caldo secco».
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