L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 20 giugno 2020

Si moltiplicano le terapie contro il covid-19 altro che vaccini

CRONACA

Coronavirus, in Australia c'è un farmaco già dal 2003

Per disegnare il medicinale, la Central Clinical School della Monash University di Melbourne ha portato avanti uno studio sfruttando i modelli creati da un supercomputer

© EPA
venerdì 19 giugno 2020 12:58

SYDNEY (Australia) - Ottime notizie dall'Australia, in attesa che arrivino nuove conferme. Un farmaco progettato sull'onda della prima epidemia di SARS nel 2003, infatti, funziona sul Sars-Cov-2, bloccando una delle proteine chiave di cui il virus necessita per replicarsi. Uno studio condotto dal Central Clinical School della Monash University di Melbourne ha 'sfruttato' i modelli creati da un supercomputer per disegnare il medicinale, raggiungendo queste conclusioni. Tom Karagiannis, responsabile della ricerca, scrive sul Computational Biology Chemistry Journal che il supercomputer ha identificato l'effetto del Alpha-Ketoamide 13b nel bloccare la replicazione del virus stesso. "Quando il virus penetra l'organismo comincia a dividersi producendo copie di sé stesso".

Australia il farmaco per il Coronavirus c'è già dal 2003

Lo studioso ha poi proseguito: "A questo fine produce tali proteine nella forma di lunghi polipeptidi. La proteina che stiamo studiando è una proteasi che taglia le lunghe proteine virali in più corte proteine funzionali, che consentono appunto al virus di replicarsi. Se potremo bloccare questa principale proteasi del virus, questo non potrà più produrre copie di se' stesso". Nell'ambito dello studio sono state prodotte estese modellazioni computazionali del farmaco antivirale al fine di dimostrare la sua capacità di bloccare il SARS-CoV-2. Adesso diventano necessarie sperimentazioni cliniche per ottenere l'approvazione al suo uso nel prevenire o trattare il Covid-19, ma si tratta comunque di un'ottima novità. L'Alpha-Ketoamide, nonostante sia stato originariamente progettato per combattere la SARS, ha dimostrato in diversi studi di essere efficace nel bloccare la replicazione di molte altri generi di virus. Il Coronavirus potrebbe essere uno di questi.

Nessun commento:

Posta un commento