L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 23 giugno 2020

Solo degli euroimbecilli ideologici possono ancora pensare che il Mes siano soldi e non una trappola per ulteriori sofferenze per gli italiani.


Anche Consob contro il MES: occhio a effetti immediati e nefasti

22 Giugno 2020 - 09:27 

MES: per il presidente Paolo Savona potrebbe avere effetti nefasti


Anche il presidente della Consob Paolo Savona è arrivato a parlare di MES, Meccanismo Europeo di Stabilità e lo ha fatto nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano La Verità, nella quale non ha nascosto le sue perplessità.

L’uomo ha addirittura messo in guardia contro i possibili effetti, immediati e funesti, che potrebbero sorgere in seguito all’utilizzo del fondo salva-Stati e all’attivazione della sua linea di credito.

Le dichiarazioni di Savona sul MES hanno inevitabilmente riacceso un dibattito mai realmente sopito.

Consob sul MES: attenzione a effetti funesti

Qualche giorno fa, lo stesso Savona ha proposto l’introduzione di bond irredimibili, ossia delle obbligazioni perpetue da utilizzare per ridurre i rischi per il Belpaese, limitando al contempo gli oneri per le generazioni future.

Durante il weekend appena trascorso, invece, il presidente della Consob è tornato a parlare di MES, non mostrandosi particolarmente entusiasta nei confronti del fondo salva-Stati.

Ma perché? Per dirla con le sue stesse parole, qualsiasi prestito europeo da rimborsare (anche a tassi vantaggiosi dunque) entra sul rapporto tra debito pubblico e PIL, cosa che si traduce in effetti funesti sullo spread.

L’alternativa migliore? Il Recovery Fund. Se i suoi prestiti fossero:

“sotto forma di donazioni a fondo perduto, come sembra ma è tutto da decidere, dovremmo darci da fare per ottenerle”.

Certo è che al momento non è ancora chiaro come funzionerà il tanto discusso fondo di recupero. Nell’ultimo Consiglio europeo gli Stati membri hanno concordato sulla necessità di agire per tutelare il Vecchio Continente dall’emergenza coronavirus, ma un accordo vero e proprio non è stato ancora trovato.

Molto probabilmente questo non accadrà fino a che i 27 non potranno riunirsi di persona (dopo le riunioni telematiche rese necessarie dal COVID). Gli occhi saranno puntati sul vertice europeo previsto per la metà di luglio anche se la data ufficiale non è stata ancora comunicata.

In quell’occasione il Recovery Fund verrà affrontato in maniera più dettagliata e oscurerà, almeno momentaneamente, le discussioni sul MES.


Nessun commento:

Posta un commento