L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 20 giugno 2020

Sovrapproduzione e non se ne esce fuori

Quale futuro per l’economia del Giappone? Analisi e scenari

19 Giugno 2020 - 20:19 

Inflazione in calo in Giappone: conseguenze sullo yen e sul commercio internazionale in presenza di tensioni geopolitiche in Europa e negli Stati Uniti


L’inflazione core per il Giappone prevista relativa al mese di maggio è in calo rispetto alle aspettative degli esperti.
Questo dato arriva dopo una serie di iniezioni monetarie da parte della BoJ necessarie per supportare l’economia nipponica fortemente messa a dura prova sia dall’emergenza sanitaria provocata dal COVID-19 che dalla contrazione economica causata dal lockdown.

Quali le conseguenza sul mercato forex per lo yen e sul commercio internazionale?

Il quadro economico in Giappone

Il Giappone non è nuovo a periodi contraddistinti da bassi tassi di inflazione e bassi tassi di interesse sui titoli di Stato governativi con un valore negativo nella prima parte della curva. La crisi degli anni ’90 prima e l’Abenomics ci fanno ricordare periodi di crisi dello Stato nipponico simili al periodo attuale

Questa volta, però, la situazione è diversa. L’epicentro della crisi è la Cina e la natura delle crisi non è economica ma sanitaria.

In questo periodo di forte contrazione economica a livello globale la BoJ (Bank of Japan) ha dovuto intensificare la sua attività di supporto sia dell’economia nazionale che delle borse locali.

Il nuovo programma di acquisto di obbligazioni sia pubbliche che private implementato tra l’aprile e maggio scorsi in cui la BoJ ha deciso di acquistare quantità illimitate di bond governativi, aumentare gli acquisti di bond societari e commercial paper ed accrescere il quantitativo di prestiti all’economia (alle PMI) sino ad un valore di 110 miliardi di yen non ha avuto l’effetto atteso.

Si è abbassato il livello dei tassi di interesse a breve scadenza e si sono innalzati i tassi più a lunga scadenza. Nonostante ciò le aspettative in inflazione degli operatori dei mercati finanziari sono state al ribasso.

Curva dei rendimenti obbligazioni giapponesi 19/06/2020 vs 12/06/2020 vs 19/06/2019

Negli ultimi mesi, sia l’indice dei prezzi al consumo che l’inflazione core sono calati, nonostante i dati positivi sulla maggiore fiducia dei consumatori giapponesi relativi al mese di maggio.

Il quadro macroeconomico del paese nipponico mostra nel mese di maggio anche un calo dell’inflazione core dello 0,2%, dopo il precedente calo mostrato ad aprile.

Inflazione Giapponese core
Inflazione Giapponese senza cibo e bevande
Impatto del calo dell’inflazione e delle tensioni geopolitiche in Giappone

Il dato sull’inflazione mette ancora più in difficoltà il governo nipponico nel far uscire il Giappone dalla contrazione economica causa dal COVID-19.

La progressiva riduzione del tasso di inflazione si è infatti associata a:
un progressivo rafforzamento dello ten nei confronti delle principali valute globali quali l’euro, il dollaro e la sterlina;
un crollo dell’export delle imprese giapponesi al ritmo più veloce dalla crisi finanziaria globale del 2009, zavorrato dall’export del settore auto che ha registrato un -70% di consegne di auto verso gli Stati Uniti.

Tasso di cambio euro Yen
Tasso di cambio dollaro yen storico
Tasso di cambio sterlina Yen storico

Questi dati vanno ad appesantire un quadro macroeconomico già contraddistinto da un forte calo del PIL a causa del COVID-19 a cui il governo nipponico stenta a porre rimedio.

Il posizionamento geografico del Giappone non risulta essere un punto di forza nel processo di uscita dalla situazione di contrazione economica.

I contagli di nuovo in salita nella zona di Pechino e le tensioni tra USA e Cina sullo sfondo impattano ancora in maniera negativa sul paese nipponico con particolare riferimento per il commercio internazionale con gli Stati Uniti e l’Europa.
Quali le possibili conseguenze?

In questo scenario, già ampiamente compromesso dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina, dai conflitti interni alla zona Euro in merito al Recovery Fund e dalla incertezza sulla Brexit, un indebolimento dello yen nei confronti delle principali valute globali non contro bilanciato da un incremento della domanda esterna non è un dato positivo per il Giappone.

Non è detto che questa volta la politica monetaria della Boj riesca a far uscire il Giappone dalla contrazione economica come nel 2013.

La diversa natura sia per quanto riguarda i soggetti colpiti che, per quanto riguarda la severità nei confronti dell’economia internazionale, pongono forti incertezze sull’economia giapponese che difficilmente si potranno risolvere solamente con stimoli fiscali.

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