L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 4 luglio 2020

Covid-19 - continua la narrazione terroristica basata su fake news, l'odio nei nostri confronti è palese e si perpetua hanno paura del pensiero critico. Complottista sono coloro che vogliono nascondere la verità

Sciacallaggio mediatico. Malato di leucemia ma "morto di Covid"


di Francesco Santoianni

Il più ripugnante di tutti è certamente il titolo di Repubblica che pretende di ammantarsi di una obiettività politically correct con quel “si era ammalato di leucemia, è stato ucciso dal coronavirus”. Ma il povero Matteo Mutti “campione nazionale di poker”, essendo affetto da leucemia (che, come dovrebbe essere noto a tutti, inibisce il sistema immunitario) avrebbe potuto essere ucciso anche dal virus del raffreddore. Neanche questo escamotage da parte del resto dei media che dopo aver sparato nel titolo “ucciso dal coronavirus” dedicano alla questione leucemia, al più, qualche parola nel testo.

Sul fantomatico arrivo della “seconda ondata” dell’epidemia abbiamo intervistato più volte il prof. Giulio Tarro, autore del censuratissimo libroCovid il virus della paura”. Qui solo due parole.

Perché tutti i media mainstream - oggi, con i tanti reparti di rianimazione completamente vuoti e cure efficaci contro il Covid - continuano a terrorizzarci con il virus Sars-CoV-2? Perché in TV tanti requiem per i morti da Covid o “filmati di repertorio” come la colonna di bare a Bergamo? Perché continuano a trovare spazio “notizie” come la buffonata del gatto morto per il virus dei pipistrelli o la scoperta del “focolaio Covid a Mondragone”? E perché nessuno vi ha informato dello studio dell’Istituto superiore della sanità, pubblicato il 26 maggio, che, dall’analisi di ben 3032 cartelle cliniche di persone classificate come “decedute per Covid”, documenta che solo 124 non evidenziavano gravi patologie pregresse? Forse perché se si sapesse che appena il 4,1% degli attuali 34.818 spacciati dal Governo sono morti per Covid, che l’ecatombe (soprattutto in Lombardia), due mesi di lockdown e l’attuale miseria sono dipesi non dal virus ma da una sciagurata gestione dell’emergenza… la gente scenderebbe in piazza?

Meglio, quindi, per i nostri governanti continuare con il terrorismo mediatico sperando che l’esercito di ipocondriaci che sono riusciti a creare riesca a salvarli.

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