L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 13 luglio 2020

dopo sei mesi non si deve e non si può parlare di “Regime di emergenza”

ATTUALITA' Luglio 12, 2020 posted by Guido da Landriano

STIAMO PER VEDERE GIUSEPPI BAVA BECCARIS? Come l’hubrys del potere può portare alla tragedia


Conte vuole prolungare lo stato di emergenza Covid-19 fino a fine gennaio 2021. Chiaramente c’è ancora un problema epidemico, ma dopo sei mesi non si deve e non si può parlare di “Regime di emergenza”, ma bisogna parlare di normalità. Il Covid-19 è una malattia pericolosa, ma non è l’unica mortale e , dopo aver affrontato l’emergenza della novità, bisogna affrontarlo con mezzi ordinari, non straordinari. Se ancora non si è fatto nulla per adattare gli ospedale e predisporre le nuove terapie, onte e l’inutile suo commissario straordinario devono prenderne atto ed andarsene a casa. 

L’impressione dalla richiesta di poteri speciali è quella che Giuseppi Conte si voglia proporre come il nuovo Bava Beccaris: nel 1898 un evento estero, lo scoppio della guerra ispano-americana con relativo blocco delle esportazioni cerealicole USA, porto ad un aumento dei prezzi dei generi alimentari:


Questo evento accese una situazione già esplosiva per la propaganda socialista. Dal sei al 9 maggio iniziarono dei moti essenzialmente di poveri operai che protestavano per la repressione, ai quali si rispose on l’isteria del governo, l’imposizione dello Stato d’Assedio ed i pieni poteri al generale Fiorenzo Bava Beccaris per la repressione dei moti. Il generale, desideroso di compiacere la corte e le fasce più reazionarie delle elite dell’epoca , fece sparare i cannoni a mitraglia sulla folla. La sua esaltazione ed il desiderio di repressione fu tale che, avuta notizia di rivoltosi nascosti in un convento di frati cappuccini, lo fece bombardare e prendere d’assalto, trovando solo qualche mendicante e trascinando poi tutti in catene per la città. Bava Beccaris ottenne l’Ordine militare dei Savoja per questa impresa, Filippo Turati fu condannato a 12 anni dal tribunale militare. Una delle peggiori pagine del Regno


Ecco Giuseppi “Bava Beccaris” Conte vuole, con la scusa delle leggi d’emergenza legate al Covid-19 , prepararsi a reprimere i moti di scontento che sicuramente scoppieranno il prossimo autunno. Un uomo che desidera solo la tutela della propria sedia, a capo di un partito, il Giallo-Fucsia, di suoi simili pronti a tutto, si prepara a lanciare le forze del’ordine alla repressione non di pericolosi anarchici, ma di gente comune disperata che protesterà legittimamente per le proprie condizioni e per l’ignava di un potere cinico e disinteressato. Però gli ricordiamo che quello di Bava Beccaris fu l’ultimo rigurgito della Vecchia destra sabauda, destinata all’oblio. Anche Giuseppi ne sarà spazzato via.

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