L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 14 luglio 2020

E' guerra vera è guerra totale, niente illusioni - Brusca frenata per le telecomunicazioni inglesi, non ridono. Gli affari non sono affari

Giravolta trumpiana di Johnson su Huawei per il 5G

14 luglio 2020


Il premier britannico Johnson ha vietato alle compagnie di tlc l’acquisto di nuove apparecchiature di Huawei e ha dato loro tempo fino al 2027 per rimuovere le tecnologie dalle loro reti 5G. I dettagli, la reazione di Huawei e i rilievi di Vodafone e Bt

Il governo britannico ha deciso di vietare alle compagnie di telecomunicazioni – come Vodafone e Bt, che peraltro negli scorsi giorni avevano sollevato critiche per un veto totale contro Huawei – l’acquisto di nuove apparecchiature prodotte dalla cinese Huawei e ha dato loro tempo fino al 2027 per rimuovere le tecnologie dalle loro reti 5G.

E’ questa la decisione ultra trumpiana del premier Boris Johnson che dunque modifica in senso anti Huawei la originaria decisione sul 5G che vietava forniture di Huawei solo alla parte cosiddetta core della rete 5G (qui l’approfondimento di Start).

La decisione segue le nuove restrizioni statunitensi nei confronti di Huawei e deriva da un più ampio deterioramento delle relazioni tra il Regno Unito e la Cina, relative anche all’imposizione della Cina di una nuova legge di sicurezza sull’ex colonia britannica di Hong Kong.

Nel frattempo il Financial Times ha scritto che il governo britannico sta tentando di convincere gli alleati del cosiddetto Five Eyes più un altro gruppo di cinque democrazie a costituire una sorta di “D10” con il compito di trovare alternative industriali affidabili alla tecnologia del colosso di Shenzhen.

A confermare la notizia al FT è stato il ministro della Cultura Oliver Dowdem, che ha spiegato come la Gran Bretagna stia discutendo alacremente con nazioni “simili” (like-minded) per elaborare “ancora più intensamente” una strategia comune sulle telecomunicazioni.

Secondo le fonti del FT oltre ad Usa, Australia, Canada e Nuova Zelanda (i famosi Five Eyes) tra i partner che potrebbero essere coinvolti in una impresa comune volta a collaborare tanto negli investimenti, quanto nella fase della ricerca e in quella propriamente industriale, vengono menzionati India, Giappone e Corea del Sud.

Oliver Dowden, il ministro britannico incaricato delle questioni digitali, oggi ha dichiarato alla Camera dei Comuni che dalla fine di quest’anno i nuovi acquisti di apparecchiature Huawei per il 5G saranno vietati e che le attrezzature della società cinese dovrebbero essere rimosse dalle reti britanniche entro il 2027.

Il Regno Unito sta inoltre per lanciare una consultazione per vietare l’acquisto di apparati Huawei per la rete in fibra ottica del Paese.

Non si è fatta attendere la reazione del colosso cinese. La decisione del Regno Unito “è deludente ed è una cattiva notizia per chiunque abbia un telefono cellulare nel Regno Unito. Questa decisione rischia di non far avanzare il Paese che rimarrà indietro e rischia di fare aumentare le bollette e di ampliare il digital divide”, ha commentato Ed Brewster, il portavoce di Huawei nel Regno Unito commentando la decisione del Governo britannico di escludere il colosso cinese. “Li esortiamo a riconsiderare questa decisione”, ha aggiunto.

Di certo le aziende del settore che lavorano in Gran Bretagna non festeggiano.

Vodafone e British Telecom (Bt) – ha ricordato l’Ansa – rappresentano i principali operatori per le telecomunicazioni nel Regno Unito e sfruttano le apparecchiature Huawei nelle proprie reti.

In un’audizione la scorsa settimana, due dirigenti di entrambe le società hanno sottolineato che la rimozione delle apparecchiature Huawei dalle loro reti in un breve lasso di tempo risulterebbe costosa e potrebbe provocare un blackout del segnale dei cellulari.

A seconda di quanto esteso o invasivo sia il lavoro da svolgere, ha spiegato Dona di Vodafone, responsabile delle reti Vodafone nel Regno Unito, gli utenti potrebbero registrare interruzioni del segnale “anche per un paio di giorni”.

Inoltre, secondo Howard Watson, direttore tecnico e informatico di BT Group, arrivare, come proposto da alcuni politici, a non utilizzare apparecchiature Huawei per un periodo di tre anni provocherebbe letteralmente un “blackout per i clienti in 4G e 2G, così come quelli del 5G, in tutto il Paese”.

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