L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 15 luglio 2020

Energia pulita - Pannelli solari, bisogna ancora lavorare ma i presupposti ci sono

In Australia i pannelli solari stampati, leggeri ed economici, potrebbero presto diventare realtà

Il sistema sviluppato dai ricercatori del Newcastle Institute for Energy and Resources potrebbe rappresentare una soluzione a basso costo (solo 10 dollari al metro quadro) e in grado di adattarsi ai contesti più svariati, anche se è meno efficiente e meno durevole rispetto alle celle tradizionali. L’Australia ora vuole costruire la prima fabbrica per produrre su larga scala questi speciali pannelli.

Federico Turrisi • 14 luglio 2020

Immagina dei pannelli fotovoltaici leggeri e sottili, ultraflessibili, che possono essere prodotti su scala industriale e installati praticamente su qualsiasi superficie, e per di più non hanno un costo esorbitante: per il settore delle rinnovabili sarebbe una svolta e potremmo sfruttare in maniera più efficiente una fonte di energia pulita come il sole.

Ebbene, un gruppo di ricercatori del Newcastle Institute for Energy and Resources (in Australia), guidati dal professore di fisica Paul Dastoor, ha sviluppato uno strumento rivoluzionario: celle solari stampate. Ma attenzione, non attraverso la tecnologia della stampa 3D ma attraverso stampanti convenzionali. Il processo è noto come stampa funzionale ed è al momento svolto da una stampante su scala di laboratorio presso l'università di Newcastle.

In realtà, il prototipo era già stato messo a punto due anni fa e testato con successo su un edificio nel centro di Lane Cove, a nord di Sydney, per alimentare un display luminoso. Ma adesso questa tecnologia potrebbe compiere quel salto di qualità che nel giro di pochi anni le permetterebbe di sbarcare sul mercato e di trovare una ben più larga applicazione. Come ha infatti annunciato lo stesso professor Dastoor, l'Australia si accinge a costruire il primo impianto al mondo destinato alla produzione dei pannelli solari stampati. In questo modo sarà possibile stampare migliaia di metri di materiale al giorno e renderlo accessibile a una platea di utenti più larga.

Ci sono però anche dei contro. Per quanto i pannelli solari stampati siano molto più economici (il costo di produzione è molto basso e si aggira intorno ai 10 dollari al metro quadrato) rispetto a quelli più comuni, la tecnologia australiana in materiale laminato ultraleggero è molto meno efficiente rispetto a quella attualmente in uso, che è in silicio.

I pannelli solari stampati durano solo due anni e offrono il 2% dell'efficienza dei pannelli che normalmente si installano sui tetti degli edifici, concepiti per durare circa 20 anni. Il professor Dastoor ha affermato che il suo team aveva calcolato che per essere competitivi i pannelli fotovoltaici stampati dovevano garantire una durata di almeno tre anni e operare al 3% dell'efficienza della tecnologia esistente. Obiettivo, a suo modo di dire, raggiungibile nei prossimi due anni.

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