L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 4 luglio 2020

Euroimbecilandia ha deciso di criminalizzare il pensiero critico

LA UE CI HA “SEGNALATI”

Maurizio Blondet 4 Luglio 2020 

Un consiglio: il lettore cominci a frequentare questo sito, EU-contro -Disinfo. Troverà notizie molto interessanti: i “dissidenti” come me o Messora vengono “smascherati”, chi cerca di lanciare l’allarme sull’oppressione “terapeutica” e ” europeista” lo fa “all’interno di una narrativa a favore del Cremlimo”, cosa evidentemente vietata dalla “Europa libera”, eccetera.

Qui il sito:


Qui l’articolo che ci segnala:

DISINFOrmatori: LA LOTTA ITALIANA CONTRO LE “NOTIZIE FALSE” SUL CORONAVIRUS POTREBBE PORTARE AL SISTEMA DI CONTROLLO DEL PENSIERO ORWELLIANO

SOMMARIO

In Italia, i dissidenti del pensiero dominante sono sempre più inseriti nella lista nera e messi a tacere. C’è un clima di caccia alle streghe tipico di un sistema che considera i dissidenti come nemici che dovrebbero essere distrutti. La lotta contro le “notizie false” legate all’epidemia di COVID-19 ha reso questa tendenza sempre più evidente. Sono state istituite commissioni di verifica delle notizie false, elenchi di siti Web italiani presumibilmente inaffidabili sono compilati da uno straniero, i video sull’epidemia ” contrariamente agli standard della nostra comunità ” vengono rimossi da YouTube. Se questo meccanismo diventasse politica statale, giornalisti, scrittori o blogger italiani come Maurizio Blondet, Massimo Mazzucco, Enrica Perucchietti, Silvana De Mari, Danilo Quinto, Diego Fusaro – o politici come Sara Cunial – verranno inseriti nella lista nera e messi in prigione.

In primo luogo, i dissidenti più importanti sparirebbero, cacciati dalla polizia politica, privati ​​della loro libertà, “curati” dagli psichiatri di stato e infine sparati da un assassino del Partito. Ma in questo sistema orwelliano nessuno sarebbe al sicuro: il Partito potrebbe anche incarcerare persone che esprimono critiche per errore. Questa nuova società assomiglierebbe alla Germania nazista con la sua Gestapo e campi di sterminio, la Russia stalinista con i suoi ospedali Gulag e psichiatrici e la Cambogia di Pol Pot. Un simile scenario potrebbe accadere nell’odierna Italia.

CONFUTAZIONE [“Europeista”]

Teoria di cospirazione. Non viene fornita alcuna prova a supporto delle affermazioni dell’articolo secondo cui l’Italia sta diventando o potrebbe diventare una dittatura totalitaria che perseguita e stermina i dissidenti.



L’Italia, come l’Unione europea nel suo insieme, si impegna a rispettare la libertà e il pluralismo dei media, nonché il diritto alla libertà di espressione , che include il diritto a ricevere e trasmettere informazioni senza interferenze da parte dell’autorità pubblica. Questo impegno è sancito dall’articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE .

La proliferazione di disinformazione e disinformazione intorno a COVID-19 in tutto il mondo ha conseguenze potenzialmente dannose per la salute pubblica e un’efficace comunicazione delle crisi. Pertanto, l’UE e gli stati membri hanno cercato di contrastare la disinformazione legata al coronavirus , anche attraverso il rilevamento, l’analisi e l’esposizione delle campagne di disinformazione relative alla pandemia. Né l’UE né il governo italiano hanno in programma di “criminalizzare” o censurare le bugie del coronavirus.


Interessante l’altra “confutazione” che troviamo in questo sito: noi falsi diciamo che

L’impero americano ha organizzato un colpo di stato segreto in Ucraina nel 2014.

Secondo lo storico svizzero Daniele Ganser, l’impero americano lì (in Ucraina), secondo la strategia di “dividere e governare”, ha suscitato tensione e nel 2014 ha rovesciato il governo con un colpo di stato segreto. Ma dice che raramente si dice in pubblico che Obama abbia organizzato un colpo di stato in Ucraina.
28 GIUGNO 2020

CONFUTAZIONE (EUROPEISTA):

Narrativa ricorrente sulla disinformazione a favore del Cremlino sulla statualità ucraina che afferma che le proteste di Euromaidan furono organizzate da forze straniere .

Non vi è stato colpo di stato nel 2014. L’insorgenza spontanea di massicce proteste di Euromaidan è stata una reazione della popolazione ucraina all’improvvisa partenza del presidente Yanukovich dall’accordo di associazione con l’Unione europea e alla brutale dispersione delle azioni di protesta studentesca del 30 Novembre 2013

Questi signori hanno scelto di ignorare quel che

“la signora Nuland assistente del segretario di Stato Usa, disse nel dicembre scorso, quando – parlando al Press Center di Washington – aveva informato il colto e l’inclita che gli Stati Uniti “hanno investito cinque miliardi di dollari per dare all’Ucraina il futuro che merita”.


Dimenticano soprattutto l’inchiesta eccezionale di Micalessin sull’identità dei “cecchini di Maidan”, che uccisero 80 persone, sparando su agenrti e su manifestanti, pubblicata anche da
Gian Micalessin svela la vera storia della “rivoluzione” ucraina del 2014

dove si ricorda che “il primo a contestare la versione ufficiale [ossia che era stato il governo ucraino legittimo a far spòarare sulla folla] è stato il ministro degli esteri estone Urmas Paet. Rientrato da un viaggio a Kiev compiuto solo 5 giorni dopo il massacro riferisce in una telefonata alla commissaria agli esteri dell’Unione Europea Catherine Ashton, le rivelazioni ottenute da una dottoressa ucraina che ha esaminato i cadaveri di Piazza Maidan. La cosa più inquietante – spiega Paet – è che tutte le evidenze dimostrano che le persone uccise dai cecchini – sia tra i poliziotti, sia tra la gente in strada – sono state uccise medesimi cecchini…

Poi Micalessin riesce a intervistare i cecchini al servizio della causa americana,

Koba Nergadze e Kvarateskelia Zalogy Alexander Revazishvilli, tutti tiratori scelti dell’esercito , i quali hanno raccontato tutta la verità.

Non”ricordano” che hanche Haaretz pose dubbi sulla versione ufficiale:
On Whose Side Were the Kiev Snipers? Russia and Ukraine Trade Blame

Forensic evidence suggests that snipers were targeting both sides of the standoff at Maidan.

Una cosa infine: noi ci firmamo e mettiamo la faccia, gli “smascheratori” europei non sappiamo chi sono. Noi non ci occupiamo di loro, anche quando danno informazioni false (come quella sull’Ucraina-Maidan) o esprimono opinioni false, odiose e insultanti (come quando ci danno dell’antisemita): sappiamo che fa parte della libera arena politica, e ai colpi bassi siamo rassegnati. Loro non fanno che spiare noi per “coglierci in castagna”, leggono in modo sistematicamente malevolo le nostre idee – che sono per eccellenza “discutibili”, e infatti noi offriamo alla discussione libera. Invece vogliono censurare la libertà d’informazione (“fake”) e criminalizzare la libertà d’opinione (come quelle “pro-Cremlino”). E parlano a nome del potere. Per questo le loro confutazioni equivalgono a minacce ed intimidazioni. Ci stanno facendo l’elenco delle opinioni ammese e di quelle proibite. Apprezzare Putin è già vietato? Perché, siamo già in guerra con la Russia? Sappiamo, dagli esempi sovietici, che cominciano schedarti, e finiscono col colpo alla nuca.

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