L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 14 luglio 2020

Euroimbecilandia sempre più nella morsa delle sue contraddizioni

Elezioni Polonia: vince il sovranista Duda, cosa succede ora in Europa?

13 Luglio 2020 - 11:55 

Con il 51,2% dei voti, Andrzej Duda ha vinto le elezioni presidenziali in Polonia contro Rafał Trzaskowski. Quali conseguenze ci saranno adesso per l’Unione Europea?


Andrzej Duda ha vinto le elezioni presidenziali in Polonia. Il presidente uscente è stato riconfermato per una manciata di voti, battendo con il 51,2% al ballottaggio lo sfidante Rafał Trzaskowski che si è fermato al 48,8%.

La vittoria di Duda in questa competizione elettorale potrebbe avere delle forti ripercussioni sugli equilibri europei. Infatti, già durante il suo primo mandato, l’esponente del partito Diritto e Giustizia si era opposto a tutte le politiche che potevano favorire una maggiore integrazione europea, sia al livello sociale che economico.

Nel 2015 Duda si è schierato contro il piano di ricollocamento dei rifugiati dell’Unione Europea. Mentre lo scorso dicembre, la Polonia era risultato l’unico Stato a votare contro il Green New Deal proposto dalla presidente della Commissione Ursula Von der Leyern.

Inoltre, come membro del gruppo di Visegrad, recentemente la Polonia si è schierata per l’utilizzo di paletti molto stringenti per le attuazioni di misure comuni europee in relazione al COVID-19, come ad esempio il Recovery Fund.

Andrzej Duda vs Unione Europea

Duda negli ultimi 5 anni di presidenza ha esercitato un potere interno molto forte. Innanzitutto, ha modificato il sistema radio-televisivo polacco assoggettandolo sempre più al governo.

In seguito è intervenuto fortemente nel sistema giudiziario, abbassando nel 2018 l’età di pensione per i giudici della corte suprema e riuscendo così a sostituirne 27.

Nonostante la Commissione Europea si sia schierata apertamente contro queste politiche, nel 2018 la Polonia ha percepito dall’Unione 16,350 miliardi di euro a fronte di un contributo 3,983 miliardi di euro.

Risulta quindi difficile pensare che, essendo riuscito ad ottenere negli ultimi anni più di quanto il Paese abbia versato, nel suo secondo mandato Duda possa considerare l’idea di cambiare il proprio modello e indirizzo politico.
L’appello di Lech Walesa e le conseguenze sull’UE

Nei giorni scorsi lo storico leader di Solidarnosc Lech Walesa aveva lanciato un appello ai suoi concittadini: “Adesso come quarant’anni fa dobbiamo unirci per salvare la Polonia e l’Europa dal nazionalismo, dall’odio contro le minoranze e dai minacciosi demoni del passato”.

Ad avere la meglio nei confronti della maggioranza dei cittadini polacchi sono state invece le dichiarazioni dello stesso Duda, il quale ha promesso di vietare le adozioni per le coppie gay e mettere in campo altre politiche di stampo ultra-conservatore.

La vittoria di Trzaskowski sarebbe quindi potuta essere l’occasione per inserire un europeista all’interno del gruppo di Visegrad e creare magari qualche crepa con Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia.

Con la vittoria di Duda, invece, sarà ancora più difficile riuscire a creare un’intesa tra i paesi dell’UE per fronteggiare la crisi post-coronavirus con delle politiche comuni.


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