L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 10 luglio 2020

La continua conferma della classe dirigente italiana che odia il proprio popolo

Fondi europei "tutti condizionati", gli ultimi deliri di Sandro Gozi


di Fabrizio Verde
8 luglio 2020

Dietro un liberale spesso si nasconde un fascista. Sono sempre di più gli elementi che ci confermano la veridicità di questa affermazione che a prima vista potrebbe suscitare qualche dubbio. 

L’ultimo esempio?

L’europarlamentare italiano Sandro Gozi - già sottosegretario agli affari europei nel governo Renzi e nel governo Gentiloni e con un passato nell’organizzazione giovanile dell’MSI - di Renew Europe e la vicepresidente del gruppo liberale, Katalin Cseh, chiedono che l’elargizione dei fondi europei sia condizionata e controllata da Bruxelles. 

Ovviamente il tutto è ammantato da principi nobili come difesa della democrazia e libertà. In pericolo quando qualcuno decide di scostarsi dal percorso imposto da liberali e liberisti che siedono a Bruxelles. 

«Dobbiamo rimettere i nostri valori fondamentali al centro del bilancio europeo e controllare il rispetto dello Stato di diritto e dei principi democratici nei Paesi dell’Ue. Un governo che viola lo Stato di diritto non può continuare a ricevere fondi Ue», afferma Gozi.

Tutto molto democratico e liberale. Io ti fornisco i fondi di cui hai bisogno, ad esempio per scuola e sanità, a patto che tu rispetti quelle che sono le mie decisioni imposte in barba alla volontà popolare. 

Insomma, la solita doppia morale liberale, che abbiamo potuto toccare con mano anche in questa fase segnata dall’epidemia di Covid-19 e la spaventosa crisi economica che porta con essa. 

Chi sperava in un sussulto di umanità e buon senso in quel di Bruxelles è rimasto ancora una volta deluso. D’altronde cosa aspettarsi di diverso da un’Unione basata sul liberismo e la legge del più forte. Dove a contare davvero sono gli interessi finanziari e non quelli dei popoli costretti a languire sotto il tallone di ferro dell’austerità neoliberista.

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